Insulta madre e sorella: “Siete troppo occidentali”

Insulta madre e sorella: “Siete troppo occidentali”

Marocchino 23enne indagato per maltrattamenti in famiglia

Un marocchino di 23 anni è stato allontanato dalla casa familiare con un provvedimento cautelare emesso dal tribunale di Perugia. È indagato per il reato di maltrattamenti in famiglia, accusato di aver messo in atto un lungo elenco di comportamenti violenti e intimidatori nei confronti della madre e della sorella minore, con cui viveva. Lo riporta oggi il Messaggero Umbria.

Secondo la ricostruzione della Procura della Repubblica, il ragazzo avrebbe sviluppato atteggiamenti aggressivi e dominanti, sfociati in schiaffi, spintoni, sputi e minacce quotidiane. In più occasioni avrebbe controllato la vita delle due donne con un’applicazione installata sul telefono della sorella, in grado di attivare audio e video da remoto, rendendo l’ambiente domestico oppressivo e privo di libertà.

Il giovane, figlio di genitori separati, avrebbe preso le parti del padre, accusando madre e sorella di condurre uno stile di vita “troppo occidentalizzato”. Il contesto familiare si è progressivamente deteriorato, secondo gli inquirenti, fino a episodi di violenza fisica tali da compromettere l’integrità fisica e psicologica delle vittime.

Il pubblico ministero Patrizia Mattei, titolare dell’indagine, ha ricostruito una sequenza precisa di episodi: la madre sarebbe stata ripetutamente colpita al volto, afferrata al collo e spinta contro i mobili della casa.

In almeno un’occasione, l’intervento dei carabinieri si è reso necessario per sedare una lite violenta. In quella circostanza, il 23enne avrebbe detto ai militari di non parlare con le donne presenti, «in quanto donne».

Gravi anche le accuse relative al controllo coatto esercitato sulle due familiari: oltre all’applicazione spia, l’indagato avrebbe mostrato un atteggiamento continuo di superiorità, giustificato unicamente dal fatto di essere “il maschio della casa”. Una condotta che, secondo la Procura, riflette una mentalità improntata al maschilismo e al disprezzo di genere, aggravata da insulti e umiliazioni verbali rivolte sia alla madre – accusata di aver iniziato una nuova relazione – sia alla sorella, apostrofata con espressioni offensive.

Il quadro accusatorio è stato formalizzato con l’imposizione della misura cautelare di allontanamento e divieto di avvicinamento alle vittime, in attesa di ulteriori sviluppi. L’indagato, difeso dall’avvocato Lucrezia Fanelli, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia, svoltosi nella mattinata di ieri.

L’inchiesta rimane aperta, mentre il giudice per le indagini preliminari valuterà le prossime mosse dell’autorità giudiziaria.

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