Inchiesta sanità, Roberto Ambrogi davanti ai pm ha ammesso

Inchiesta sanità, Roberto Ambrogi davanti ai pm ha ammesso

Inchiesta sanità, Roberto Ambrogi davanti ai pm ha ammesso

Roberto Ambrogi ha parlato. Davanti ai pm Mario Formisano e Paolo Abbritti ha ammesso le contestazioni contenute nell’atto di accusa, quelle di aver passato le tracce a Emilio Duca e Maurizio Valorosi. Ha ammesso anche di aver uno screzio per il pagamento della fattura alla Sis investigazioni che lui non voleva far passare dalle casse dell’Azienda. E’ quanto scrive oggi la nazione Umbria in un articolo a firma di Erika Pontini. Ambrogi – scrive il quotidiano – nega di aver mai fatto parte di un’associazione per delinquere e, in un certo senso, sembra dissociarsi dalla “cricca” che gestiva i concorsi.

Il dirigente, sospeso dal servizio su ordine del gip Valerio D’Andria, è assistito dall’avvocato Flavio Grassini. I pm lo accusano di aver preso parte al «sistema» per aver «contribuito all’alterazione delle procedure concorsuali – è scritto –, attuando le disposizioni impartite dai Direttori apicali dell’azienda sanitaria» per favorire i candidati segnalati dai politici.

L’accusa è associazione per delinquere, finalizzata all’abuso d’ufficio, alla rivelazione di segreti d’ufficio e ai falsi. Il verbale di interrogatorio è stato depositato agli atti del Riesame che lunedì esaminerà i ricorsi contro le misure cautelari di Emilio Duca, di Maurizio Valorosi e dello stesso Bocci.

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