Inchiesta sanità, per i pm Barberini deve tornare ai domiciliari

Inchiesta sanità, per i pm Barberini deve tornare ai domiciliari

Inchiesta sanità, per i pm Barberini deve tornare ai domiciliari

I pm Mario Formisano e Paolo Abbritti hanno impugnato la revoca dei domiciliari dell’ex assessore Luca Barberini da parte del gip Valerio D’Andria chiedendo di ripristinare la misura sia per il pericolo di inquinamento probatorio che per la reiterazione del reato ponendo a fondamento anche il fatto che Barberini non si sia dimesso da consigliere ma solo da assessore. Lo scrive oggi La Nazione Umbria.

Ieri, intanto, è arrivata la notizia: cade il reato di favoreggiamento nei confronti di Gianpiero Bocci che resta ai domiciliari, così come i direttori Emilio Duca e Maurizio Valorosi.

Gli indagati se liberi, per i giudici del riesame, possono inquinare le prove. Il provvedimento è stato depositato ieri mattina ma per le motivazioni occorrerà attendere 45 giorni. La difesa può ricorrere in Cassazione ma poco cambierebbe visto che la misura resta in piedi per 60 giorni dalla data dell’emissione.

Il gip Valerio D’Andria, nel frattempo, ha rigettato la richiesta di revoca avanzata dall’avvocato Luciano Ghirga per Cristina Conte, a capo del personale del Santa Maria. L’unico che può tornare al lavoro è Roberto Ambrogi che aveva confessato davanti ai pm di aver passato le tracce d’esame.

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