Inchiesta sanità, i concorsi e i candidati aiutati dalla politica

 
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Inchiesta sanità, i concorsi e i candidati aiutati dalla politica

Le indagini degli investigatori del Nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza, diretti dal colonnello Danilo Massimo Cardone e dal tenente colonnello Selvaggio Sarri e coordinati dai sostituti procuratori Mario Formisano e Paolo Abbritti, hanno svelato nel dettaglio l’esistenza di presunti concorsi truccati nel 2018 all’ospedale.

Ma degli arresti effettuati lo scorso aprile è venuto fuori altro e secondo quanto scrive il Messaggero Umbria di oggi per scalare la classifica dei concorsi bisognava avere l’aiutino di qualche politico o dirigente o «associati a diversi sponsor». Questo gli investigatori hanno trovato nei supporti informatici e telefoni sequestrati.

Quaranta candidati segnati in rosso pronti a vincere il concorso. Tra i 40 che superano la prova – scrive il quotidiano – grazie al bonus aggiunto dall’esterno e che salgono in graduatoria ci sono, per fare qualche esempio, la figlia di segretario cittadino del Pd, un’amica di un dipendente Asl Umbria 1 e attivista Pd, ancora la figlia di un dipendente della Regione, la fidanzata del figlio di un ex consigliere comunale o il marito di una dipendente regionale e figlia di un sindacalista. Tutti assunti, all’azienda ospedaliera di Perugia ma anche fuori regione, tra giugno e luglio 2018.

Adesso bisogna attendere i processi. Il prossimo, quello di Bocci, sarà il 5 febbraio, difeso dagli avvocati David Brunelli e Alessandro Diddi. Valorosi, difeso dall’avvocato Francesco Crisi, ha scelto il patteggiamento e Duca (difeso dall’avvocato Francesco Falcinelli) il processo con rito abbreviato.

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