Concorsopoli, Catiuscia Marini nega tutte le accuse in tre ore di interrogatorio

 
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Concorsopoli, gli ultimi round, si torna in aula il 19 gennaio, presto la decisione

Concorsopoli, Catiuscia Marini nega tutte le accuse in tre ore di interrogatorio

Catiuscia Marini, la ex presidente della Regione Umbria, nell’ambito dell’inchiesta Concorsopoli sui presunti concorsi truccati in sanità, in oltre tre ore di interrogatorio, in aula al centro congressi Capitini, ha spiegato che non avrebbe mai potuto realizzare un’associazione a delinquere con Bocci perché il rapporto con l’ex sottosegretario all’interno è stato sempre e solo di natura istituzionale.

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Per quanto riguarda i concorsi i pm hanno insistito su cosa volesse dire con quel “mettetela dentro”. Per la Procura è un esortazione che la ex governatrice avrebbe fatto a Duca affinché facesse entrare in ospedale una sua candidata scelta.

«Associazione per delinquere? Dentro ci sono persone che neanche conosco. Ma quale promotrice?»

E’ quanto ha ribadito la ex governatrice, Catiuscia Marini, davanti al gip Angela Avila rispondendo alle domande dei sostituti procuratori Paolo Abbritti e Mario Formisano che hanno indagato 39 persone, con accuse che vanno dall’abuso di ufficio alla rivelazione di segreti, dal falso ideologico e materiale a un caso di peculato. Un interrogatorio dove Catiuscia Marini, assistita dall’avvocato Nicola Pepe, ha negato con forza tutte le accuse. Marini rivendica la correttezza del suo operato.

Secondo la procura, infatti, «le cose sono andate diversamente». L’avvocato di Marini, Nicola Pepe, aveva chiesto l’esclusione delle intercettazioni con il trojan, ma il gup, Angela Avila, ha respinto la richiesta.

I pubblici ministeri, nel corso dell’udienza, hanno intanto sollecitato la richiesta di rinvio a giudizio per la ex governatrice. Prossimo appuntamento in aula in programma per il 12 gennaio, con la decisione del giudice Angela Avila sempre più vicina.

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