Inchiesta sulla Sanità, concorsopoli, emerge la bassezza morale di tutti

Inchiesta Sanità, emerge la bassezza morale di tutti, serve cambio di passo

Inchiesta sulla Sanità, concorsopoli, emerge la bassezza morale di tutti

La sconvolgente inchiesta sulla Sanità umbra appare giorno dopo giorno sempre più una commedia (o forse tragedia) dell’assurdo. La presunzione di non colpevolezza non può essere la “foglia di fico” per ignorare le intercettazioni pubblicate dalla stampa. Parole e atti da cui emergerebbero non soltanto presunti gravi reati, ma, a nostro avviso, talvolta la bassezza morale di alcuni politici, funzionari pubblici e sindacalisti. In tale contesto riteniamo assolutamente imprescindibile che venga dato un immediato segnale di discontinuità rispetto al passato.

Purtroppo non sembra essere così. In questi giorni stiamo assistendo a due episodi a mio avviso molto preoccupanti, soprattutto per il messaggio implicito che porterebbero. Il primo riguarderebbe il direttore regionale della Santà, W. O., che sarebbe indagato in questa inchiesta e rinviato a giudizio in un’altra, il quale, attraverso il proprio legale, avrebbe preteso di continuare a dirigere la Sanità, opponendosi alla rotazione dei direttori. La Regione, in attesa di un parere legale degli uffici (che non si sa quando arriverà), avrebbe lasciato tutto come è. Il secondo caso riguarderebbe S. Z., funzionaria dell’Azienda ospedaliera di Perugia.

Anch’essa sarebbe indagata nell’inchiesta, ma pochi giorni fa sarebbe stata addirittura nominata Direttore Amministrativo facente funzioni dell’ospedale perugino, un ruolo delicatissimo. In tutta l’Amministrazione regionale non si è trovato nessuno con le competenze per rivestire tale ruolo? Ribadiamo che non si tratta assolutamente di attacchi alle singole persone, che anzi ci auguriamo abbiano al più presto l’opportunità di dimostrare la loro estraneità ai fatti in giudizio senza prescrizione.

Tuttavia ci chiediamo se sia opportuno che persone indagate per gravi reati vengano lasciate a dirigere organi e uffici ancora oggetto di indagine, invece di essere temporaneamente impiegate in altri ambiti dove possano comunque applicare la loro professionalità. Abbiamo pertanto depositato una interrogazione alla Giunta e segnalato tali vicende agli organi competenti, affinché possano esprimere la loro valutazione e porre in essere eventuali provvedimenti al più presto.

Maria Grazia Carbonari e Andrea Liberati – Consiglieri M5S Regione Umbria

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