Fontivegge una notte tra atrocità, violenza e dolore, donna pestata da tossico [VIDEO – FOTO]

un litigio drammatico tra solitudine e tossicodipendenza

Fontivegge una notte tra atrocità, violenza e dolore, donna pestata da tossico [VIDEO - FOTO]

Fontivegge una notte tra atrocità, violenza e dolore, donna pestata da tossico [VIDEO – FOTO]

di Marcello Migliosi
Quella che vi stiamo raccontando è una storia di violenza, di follia, di solitudine e dolore. Le grida arrivano da un sottoscala, da un anfratto di quelli bui come solo le notti di Fontivegge possono essere. «Aiutoooo, m’ammazzaaaa, mi dà le forbici in testa»! Sono le grida di una donna che attirano l’attenzione di Lorenzo Brunetti, vigile della notte.



Il video girato dall’operatore inquadra, attraverso una grata di metallo, la protagonista!  Una persona seminuda che corre salendo le scale tenendosi la testa tra le mani: è una donna!. «Aiutatemi», implora la poveretta: “Aiuto ha le forbici“. E l’agente notturno, che la invita a scappare, la segue giù per le scale : «Chi c’è, chi c’è con te».

La donna si infila in un anfratto del seminterrato, e dì lì a poco, si scatena la furia selvaggia di una uomo che la trascina per i capelli e per una coperta cui la povera vittima si aggrappava, quasi come fosse l’ultimo anelito di vita. Ciò che ci è dato da vendere è spaventoso e profondamente doloroso allo stesso tempo.

Illuminata dalla torcia dell’agente e inquadrata dalla telecamera del suo cellulare, assistiamo ad una scena degna delle peggiori realtà suburbane delle metropoli, quelle oramai senza né dio né bandiera.

Un uomo la trascina, seminuda in mezzo ai suoi escrementi, tirandola via da un luogo putrido dove entrambi, evidentemente, avevano passato le prime ore della notte. Le grida di terrore sono sempre più forti e Lorenzo Brunetti intima a quel forsennato di lasciarla stare: «Sta fermo, lasciala stare…adesso arriva la Polizia – dice -, ma tu stai fermo».

Per tutta risposta, con furia belluina, quell’aguzzino sferra un calcio in testa alla donna che era in terra raggomitolata su sé stessa, nel vano tentativo di proteggersi. Ma non basta così, quella “bestia” riprende a tirare la coperta e la colpisce ancora con uno schiaffo in faccia.

L’uomo riesce a strapparle la coperta e la infila dentro ad una borsa, la donna allora lo colpisce in testa con la mano gridando: «E’ mia la coperta…c’ha le forbici» e lui per bloccarla le pesta il piede nudo e glielo imprigiona sotto il suo, che però aveva la scarpa. Dolore su dolore, violenza su violenza!

A questo punto Lorenzo Brunetti – dove trovi il coraggio lo sa solo lui – afferra lo scalmanato e cerca di trascinarlo via.

Verosimilmente, anche stando a ciò che racconta l’agente, si tratta di una lite tra tossici. Ma resta il fatto che l’uomo è colui che aggredisce e la donna cerca aiuto tra la disperazione e la solitudine.

A quel punto il video si interrompe ma il resto è Lorenzo stesso a raccontarlo

I FATTI

di Lorenzo Brunetti
ORE 02:50
durante il turno di lavoro, sento urla strazianti di aiuto provenire dal condominio di via Mario Angeloni, presso ex profumeria Limoni. In strada non c’è nessuno, le grida provengono dai garage dello stabile. Mi avvicino alle scale di emergenza che portano al seminterrato, si avvicina una donna in stato di shock, chiede disperato aiuto gridando di essere sotto un aggressione.

Essendo solo mi faccio coraggio e decido di seguirla, lei è completamente nuda con indosso solo una maglietta sporca, le sue gambe sono sporche di escrementi, si avvicina un uomo che continua a insultarla per poi picchiarsi a vicenda.

Sono due italiani in alterato stato psichico da sostanze di stupefacenti che hanno deciso di passare la notte insieme, dormendo nel sottoscala di questo condominio vicino la Stazione.

Lei 50 anni nata a Grosseto, lui sui 30; un litigio drammatico tra solitudine e tossicodipendenza, pugni e calci direttamente sul viso di lei che poteva finire nel peggiore dei modi.

Per terra vestiti, scarpe , documenti e spazzatura, escrementi, nessun materasso, solo una coperta e tanta miseria sociale e spirituale.

Dopo aver interrotto la colluttazione, lui è scappato probabilmente per non essere identificato, sicuramente con altri precedenti alle spalle, ho preferito non impedire il suo allontanamento per non rischiare di essere aggredito a mia volta con una siringa o qualcosa del genere.

Dopo la mia chiamata sono intervenuti dopo pochi minuti i carabinieri e un ambulanza che ha portato via lei.

«Ho avuto paura , questa urlava e sotto poteva esserci chiunque».

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