Dottoressa di Pantalla con la 104 in vacanza, cominciato processo

Avrebbe Usufruito Ingannevolmente di Congedo Straordinario

Dottoressa di Pantalla con la 104 in vacanza, cominciato processo

Dottoressa di Pantalla con la 104 in vacanza, cominciato processo

Il processo nei confronti di un medico dell’ospedale di Pantalla è iniziato ieri con l’apertura dell’istruttoria dibattimentale. Durante il periodo tra il 2017 e il 2021, il medico è accusato di essersi assentato dal lavoro per un totale di 589 giorni, usufruendo del congedo straordinario per assistenza familiare.

Dinanzi al giudice monocratico Lidia Brutti del tribunale di Perugia, sono stati ascoltati i primi testimoni dell’accusa, tra cui un investigatore della guardia di finanza che aveva condotto le indagini su richiesta della Procura di Perugia e una dipendente amministrativa dell’Asl.

L’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Mario Formisano, sostiene che l’anestesista sia colpevole del reato di truffa, poiché avrebbe ottenuto un profitto ingiusto di oltre 63 mila euro. Dalle indagini, come scrive oggi su Il Messaggero Enzo Beretta,  emerge che l’imputata avrebbetrasferito fittiziamente la propria residenza” presso l’abitazione della nonna, falsamente dichiarando di essere convivente con lei, la quale aveva gravi problemi di disabilità.

Durante i giorni in cui avrebbe dovuto assistere la nonna, la dottoressa, assistita dall’avvocato Alessandro Vesi, è stata scoperta che si è recata in vacanza. Ha trascorso del tempo al mare in diverse località italiane, tra cui Policoro, Pisticci, Senigallia, e ha effettuato visite in varie città come Matera, Torino e Tarquinia. È anche andata in montagna, soggiornando in un hotel a quattro stelle a Cortina d’Ampezzo.

Il medico ora deve affrontare le accuse di truffa per le sue assenze prolungate dal lavoro, e il processo è in corso.

I permessi della legge 104 sono concessi per assistere una persona disabile1. Pertanto, il caregiver non può utilizzare questi permessi per organizzare una vacanza e partire da solo/a. Se lo fa, potrebbe configurarsi il reato di truffa ai danni dello Stato italiano

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