Detenuto africano suicida in carcere a Capanne, un altro sfascia la cella

 
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Detenuto africano suicida in carcere a Capanne, un altro sfascia la cella

Un detenuto tunisino, di circa 30 anni, si è suicidato questa mattina (attorno alle 7) nel carcere di Capanne, a Perugia. L’uomo, stando a quanto riferisce Angelo Romagnoli, vicesegretario regionale del sindacato Osapp, ha compiuto il gesto estremo nel reparto di isolamento dell’istituto di pena. Un detenuto italiano, invece, ieri sera – appena arrivato da Roma – ha sfasciato letteralmente la camera detentiva per il 2A del reparto penale e ha minacciato chiunque si avvicinava con pezzi di wc rotti.

E’ questo non è il primo caso. Ieri una detenuta di origine italiana ha picchiato un’Assistente di Polizia Penitenziara. Questa volta a farne le spese è stata un’assistente di polizia penitenziaria che presta servizio al reparto femminile. Dalle prime ricostruzioni, la detenuta con la scusa di dover effettuare una telefonata alla propria famiglia, ha chiesto alla collega di farsi aprire la camera detentiva, nel momento in cui l’Assistente apriva la camera, la detenuta senza apparenti motivi, dapprima l’ha spintonata e successivamente schiaffeggiata.

Un assistente capo della polizia penitenziaria lo scorso 28 agosto è stato sequestrato e tenuto in ostaggio nel carcere di Perugia Capanne. A compiere il sequestro, che si è protratto per circa trenta minuti, due detenuti extracomunitari ristretti presso il reparto penale e provenienti da altri carceri. I malviventi hanno piazzato una lametta al collo dell’assistente capo della polizia penitenziaria e seminato il terrore per 30 interminabili minuti.

 

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