Davide Pecorelli, dalla scomparsa al ritrovamento, il mistero

Davide Pecorelli, dalla scomparsa al ritrovamento, il mistero

L’imprenditore umbro Davide Pecorelli non è morto ammazzato nell’auto bruciata nelle campagne albanesi di Puke. E’ stato ritrovato vivo al largo di Montecristo dopo lunghi 8 mesi. La Nazione Umbria ieri, in un articolo a firma di Erika Pontini e Fabrizio Paladino, aveva anticipato il ritrovamento e oggi fornisce qualche dettaglio in più sulla misteriosa vicenda. Con la carta di credito di Davide Pecorelli, dopo 8 mesi, domenica sera è stato fatto un prelievo di denaro contante, in una banca di Roma – scrive La Nazione Umbria.

E’ stata la compagna albanese (assistita dall’avvocato Giancarlo Viti), residente a Lama di San Giustino a riferire agli investigatori dell’alert della banca. Per gli investigatori della squadra mobile di Perugia è stata la prova che l’imprenditore umbro-toscano poteva essere vivo e già rientrato in Italia.

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Di Pecorelli poi si sono perse nuovamente le sue tracce. Pecorelli – scrive il quotidiano – aveva documenti falsi: li ha dati nell’albergo del Giglio mercoledì sera, li ha forniti per noleggiare il gommone e, su questo aspetto sono in corso le indagini del comando provinciale di Grosseto per sostituzione di persona. Aveva però nascosta una patente, vera. I carabinieri forestali dell’Isola hanno svolto una perquisizione nella stanza d’albergo, sequestrato il documento contraffatto e altri oggetti. Dall’Albania come sia arrivato in Italia è ancora un mistero. Quasi sicuramente domenica era Roma e, altrettanto sicuramente mercoledì al Giglio.

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Il gommone di Pecorelli poi venerdì pomeriggio al largo del Giglio si è trovato in difficoltà. La motovedetta dell’Arma l’ha soccorso. E’ stato rifocillato e ospitato per la notte. Sembrava un naufrago: magrissimo, trasandato, i capelli lunghi. Ai militari ha detto di essere Davide Pecorelli e di voler parlare con la procura di Perugia che da gennaio indagava sulla sua scomparsa. Ieri mattina i militari l’hanno accompagnato a Piombino e identificato. Lunedì pomeriggio – conclude la Nazione Umbria – è in programma l’audizione davanti al procuratore aggiunto Giuseppe Petrazzini.

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