Cosche del Vibonese, usura, medico umbro vittima, tasso al 119 per cento

 
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‘Ndrangheta a Perugia, maxi processo a Catanzaro, 21 ottobre parola alle difese
Procuratore Gratteri

Cosche del Vibonese, usura, medico umbro vittima, tasso al 119 per cento

Nella maxi operazione «Rinascita-Scott» della Dda di Catanzaro, l’Umbria è ancora coinvolta. Un terremoto giudiziario che ha decapitato le cosche del Vibonese. In particolare all’alba del 19 dicembre ha portato in carcere 260 persone, 70 ai domiciliari (e 400 indagate).

Un medico umbro figura come vittima di usura commessa da Gianfranco Ferrante, noto imprenditore di Vibo Valentia nel settore della ristorazione e di Antonio Scrugli. Reato scoperto grazie alle intercettazioni telefoniche.

I due indagati avrebbero pattuito con il medico il prestito di 5mila euro da restituire in 5 mesi ad un tasso calcolato del 119 per cento. Il sanitario si trovava in difficoltà economica.

Questo conferma ancora il legame dell’Umbria e le terre di mafia, già emerso nell’ambito dell’operazione «Infectio» sulla ’ndrangheta di Cutro e Siderno condotta dalle squadre mobili di Perugia, Catanzaro e Reggio Calabria. In quel caso vittima di prestiti a strozzo sarebbe stato uno dei personaggi di primo piano: Antonio Ribecco.

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