Coronavirus, stranieri accampati in una baraccopoli, accade in Sicilia, ecco dove

 
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Coronavirus, stranieri accampati in una baraccopoli, accade in Sicilia, ecco dove

Una baraccopoli che ospita un certo numero di stranieri arrivati per lavorare la campagna di Cassibile, frazione del comune di Siracusa. E’ stato sempre così. Ogni anno ne arrivano un po’, ma in questi giorni di emergenza sanitaria, la situazione diventa pesante, senonché pericolosa dal punto di vista della salute, a causa del Coronavirus.

Nulla contro queste persone, anche loro sono esseri umani e meritano di lavorare come tutti, ma non a queste condizioni, soprattutto in questo periodo. Il coronavirus è dietro l’angolo e si deve fare attenzione. Il contagio tra una persona all’altra è rapidissimo.

“In un periodo in cui alberghi, Bed and Breakfast, camping, case vacanze e agriturismo sono chiusi per la pandemia – scrive Siracusa2000, un giornale locale -, l’unica “struttura ricettiva’ che sembra essere rimasta aperta ed attiva è la ‘baraccopoli di Cassibile’. Come si spiegherebbe, altrimenti, l’arrivo di tanti turisti con bagaglio al seguito?”

A denunciare la cosa è Paolo Romano, ex presidente della Circoscrizione di Cassibile, che rivolgendosi al Prefetto e al sindaco di Siracusa oltre che al presidente della Regione Sicilia scrive: “Cassibile Fontane Bianche ed i Cassibilesi sono diventati una sorta di luogo franco ove tutto è permesso a danno dei cittadini”. Lo fa su Facebook pubblicando le foto di alcuni migranti. Sono arrivati a Cassibile, la foto li ha immortalati mentre scendevano da un autobus con bagagli al seguito.

“Lo Stato e le leggi – scrive – esistono solo per i cittadini onesti? Avete deciso di far diventare questo paese ricco di cultura, bellezze storiche e naturalistiche, di tolleranza e accoglienza, una sorta di servitù africana?”

E poi continua: “Avete deciso di legalizzare la baraccopoli e di demolire il presepe in cartapesta. Cioè distruggete la nostra storia e valorizzate l’abusivismo nostrano. Noi amiamo il nostro paese, amiamo l’integrazione e la tolleranza ma vogliono il rispetto delle Leggi e che la baraccopoli vada immediatamente smantellata e trovata una sistemazione per queste persone fuori dal centro abitato”.

“Vogliamo vigilanza Sanitaria e di ordine pubblico H24. Basta, Cassibile Fontane Bianche non sono carne da macello…’” Paolo Romano ieri mattina ha fatto una diretta Skype sulla radio FM Italia, dove ha spiegato tutta la problematica, con toni aspri nei confronti delle istituzioni, anche del primo cittadino. Chissà cosa ne pensa il Ministro speranza di questo?


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