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Concorsopoli, il Gip di Perugia, Angela Avila, ha deciso, tutti rinviati a giudizio

Concorsopoli, il Gip di Perugia, Angela Avila, ha deciso, tutti rinviati a giudizio

Dopo 8 ore di Camera di Consiglio, il gup, Angela Avila, ha deciso: tutti rinviati a giudizio. Gianpiero Bocci, Catiuscia Marini, Luca Barberini, Emilio Duca e Maurizio Valorosi e tutti gli altri imputati andranno a processo. L’unico assolto è stato l’imprenditore Fabio Madonnini, mentre c’è stata una pronuncia di non luogo a procedere per Serenza Zenzeri. Nell’aula giudiziaria anti Covid-19 allestita al Capitini di Perugia alle 19.45, con oltre 3 ore di ritardo rispetto a quanto era stato preventivato, ha letto un dispositivo articolato e complesso.

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Tutti, politici compresi, dovranno anche rispondere di associazione per delinquere, finalizzata a reati contro la pubblica amministrazione, come richiesto dai pm titolari dell’inchiesta, Mario Formisano e Paolo Abbritti.

L’unico imputato presente era Gianpiero Bocci. L’ex segretario del Pd regionale ed ex sottosegretario all’Interno è arrivato un’ora prima della lettura al Capitini. Era da solo. Il suo legale David Brunelli e l’assistente erano arrivati un attimo prima. Per lui anche l’accusa di associazione per delinquere. Con Bocci dovranno risponde dello stesso reato la ex governatrice dell’Umbria, Catiuscia Marini, Emilio Duca, Maurizio Valorosi, Luca Barberini, Maria Cristina Conte, Rosa Maria Franconi e Antonio Tamagnini.

L’ex direttore sanitario dell’ospedale di Perugia, Diamante Pacchiarini, l’altro accusato di associazione, è stato condannato con rito abbreviato a due anni otto mesi di reclusione.

Il gup Angela Avila ha rinviato a giudizio altri 31 imputati. Tra gli imputati c’era anche chi ha scelto di patteggiare. Per loro confermate pene che vanno dai nove ai 14 mesi. Il processo per tutti gli altri prenderà il via il 16 marzo prossimo col il secondo collegio del tribunale penale di Perugia.

Una lunga attesa, quasi snervante. Giornalisti e fotografi rimasti fuori per tre ore al freddo e al gelo con una temperatura di -1. Il gip doveva uscire dalla Camera di Consiglio inizialmente alle 17.30, poi spostato 18,30 e infine poco prima delle 20. A loro (erano in tutto 7 persone delle principali testate umbre) non è stato concesso accedere al Capitini, nemmeno all’interno di una qualsiasi sala del Capitini, giusto per scaldarsi, viste le gelide temperature. Un dispositivo anti covid-19 del Questore di Perugia ha vietato loro di avvicinarsi al portone di ingresso.


 

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