Caso razzismo in scuola a Spoleto, interviene anche il ministro Bianchi

 
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Caso razzismo in scuola a Spoleto, interviene anche il ministro Bianchi

«Bisogna isolare quello scimpanzé, non dovete parlare con lui» è la frase attribuita a una insegnante della scuola dal papà di un adolescente nato nel nord Africa, ma da sempre residente nella città umbra, che ha presentato una denuncia (ai carabinieri e sui social), a fine ottobre scorso, ora oggetto di un’indagine della procura di Spoleto. Il caso è finito all’attenzione del ministro Bianchi. L’Ufficio scolastico regionale per l’Umbria ha avviato un accertamento amministrativo, ha reso noto lo stesso ministero dell’Istruzione.

Gli episodi sarebbero due e, forse, anche le insegnanti coinvolte. “La professoressa – ha raccontato il papà del ragazzino – ha dato dello scimmione a mio figlio in sua assenza, esortando la classe a isolarlo. È successo prima che iniziasse la didattica a distanza. Non era il primo episodio e quindi ho deciso di sporgere denuncia ai carabinieri».

“Ho sentito poco fa Il Ministro del­l’Istruzione Patrizio Bianchi, che mi ha confermato di avere già disposto accert­amenti circa il fatto di presunto razzis­mo che sarebbe avven­uto in una scuola di Spoleto, denunciato dal padre di un rag­azzino”. Ha detto il parlame­ntare umbro del PD Walter Verini, Tesori­ere del PD. “Quanto denuncia­to – prosegue – è incredibile nel­la sua estrema gravi­tà. Il razzismo bull­ista è una delle pia­ghe con le quali ci scontriamo ogni gior­no ma assume una gra­vità assoluta se si verifica all’interno di istituzioni scol­astiche ed educative. Per questo è ur­gente che si verific­hino scrupolosamente i fatti. Il Ministro mi ha detto che non si debbono fare “p­rocessi in piazza” ma che ci vuole tolle­ranza zero se quanto denunciato risponde­sse alla realtà”.
“Un docente che definisce scimpanzé uno studente deve essere messo alla porta. Lo ha detto l’onorevole di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, vicepresidente della commissione cultura e scuola di Montecitorio, che presenterà una interrogazione parlamentare al ministro Bianchi, per chiedere di attivare una ispezione e fare chiarezza fino in fondo.
“Faccio davvero fatica a capire cosa ci sia di educativo nel definire un ragazzo, evidentemente colpevole di avere la famiglia originaria del NordAfrica, scimpanze. È evidente che un docente che usa questo linguaggio deve essere immediatamente messo alla porta di qualunque scuola.” Afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni dopo che l’episodio razzista avvenuto in una scuola di Spoleto, è stato denunciati dal padre dello studente. “Ha fatto bene la famiglia a denunciare alla magistratura – prosegue il vicepresidente della commissione cultura e scuola di Montecitorio –  questa vicenda accaduta in un istituto di media inferiore di Spoleto, anche se il danno psicologico per il ragazzo è inimmaginabile. Comportamenti di questo genere non possono avere cittadinanza e/o giustificazione nella scuola italiana”. “Quello che ora vorrei sapere è quali provvedimenti abbiano preso le autorità scolastiche, sin da quando è accaduto l’episodio, e se ne siano accaduti altri. Ed è per questo che con un’interrogazione parlamentare al governo – conclude Fratoianni – chiederò al ministro Bianchi che che venga immediatamente attivata dall’Usr un’ispezione in quella scuola,  e che prenda tutte le iniziative  necessarie affinché episodi cosi vergognosi non si ripetano”.

Sul caso di razzismo denunciato a Spoleto, di cui sarebbe stato vittima a scuola un ragazzo di 14 anni di origini nordafricane, intervengono la sezione Lega Spoleto con il referente Andrea Borgotti ed il senatore Valeria Alessandrini, responsabile regionale Lega del Dipartimento Istruzione. “Condanniamo con forza – sottolinea Borgotti- qualsiasi forma di discriminazione, emarginazione o vessazione a sfondo razziale. Siamo vicini al giovane e alla sua famiglia ed auspichiamo che venga fatta presto chiarezza sulla vicenda. Se le indagini degli inquirenti confermassero l’accaduto si tratterebbe di un episodio gravissimo, ancora più squallido perché maturato in un ambiente che dovrebbe proteggere, formare, tutelare ed istruire. Come Lega seguiremo da vicino la vicenda per verificare gli ulteriori sviluppi, affinché, se venissero confermate le accuse, chi ha sbagliato, paghi in maniera esemplare”. Sulla questione è intervenuta anche la Sen.Valeria Alessandrini, responsabile regionale Lega del Dipartimento Istruzione. “La scuola deve essere luogo di inclusione e socialità, episodi come questo vanno sempre condannati. Speriamo si faccia al più presto chiarezza sulla vicenda. Quanto accaduto risulta ancora più grave se si considera il contesto nel quale l’episodio è avvenuto, ovvero all’interno di istituzioni scolastiche – spiega Alessandrini – il ruolo dell’insegnante non è solo quello meramente didattico. La scuola si affianca alla famiglia nel compito di educare i più giovani e accompagnarli nel percorso di crescita personale, ed in questo processo non possono assolutamente essere alimentati concetti come discriminazione o bullismo. Aspettiamo che venga fatta assoluta chiarezza sui fatti, ma se quanto denunciato dovesse trovare riscontro, allora è giusto che chi ha sbagliato paghi”.

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