Antonio Ribecco, di CasaPound, annuncia querele a chi lo ha diffamato
«Sono partite querele nei confronti di tutti quei giornali che hanno fatto sciacallaggio mediatico sulla mia persona e sul movimento di cui faccio parte (CasaPound ndr) accostandomi a quanto emerso dalle recenti operazioni antimafia svolte in questi giorni».
Sono le parole di Antonio Ribecco, CasaPound, che sottolinea che: «Ci tengo a sottolineare che tutte le indagini mi vedono estraneo a qualsiasi fatto, figuriamoci – aggiunge – se uno scomodo candidato di CasaPound Italia possa essere “papabile” ad organizzazioni mafiose cui interessa il guadagno il business, figuriamoci se i miei 450 voti presi al comune di Perugia (Antonio Ribecco è stato candidato ndr) possano essere frutto di operazioni fatte da qualche mafioso. La mia omonimia e stretto grado di parentela, naturalmente, sono innegabili ma ci tengo a ribadire che non rientro in nessuna indagine, il mio nome non compare in nessuna “carta” e non in alcune intercettazioni ambientali dove si parla semplicemente di me e della mia candidatura, ma si parla anche di CasaPound come movimento scomodo e non “appetibile” appunto da poter sfruttare in questa organizzazione».
Non sorride, non accenna a “distensione“, Ribecco, è proprio “incazzato” per ciò che gli è stato fatto. Con lui, nella sede di Elce a Perugia, ci sono gli amici di sempre.
«Ancora una volta – dice nella breve dichiarazione trasmessa in diretta streaming dalla nostra testata Umbriajournal TV – si è fatto dello sciacallaggio a partire dal quotidiano La Repubblica che ha messo in prima pagina il mio volto, la mia faccia, con un titolo del tutto fuorviante, come se l’arrestato fossi io con dietro la “Tartaruga” del mio movimento».
Antonio Ribecco, poi, ricorda che tutto accade proprio a ridosso del momento in cui al Movimento era arriva una bella notizia, la decisione del tribunale di Roma: “Abbiamo – dice – contro il colosso Facebook, che aveva eliminato le pagine. Si sta ripetendo che è accaduto, ciclicamente, ad Ostia dove si cercava di cercava di mettere CasaPound come affiliato al clan Spada, ma tutto è stato smentito. E si ritorna a fare sciacallaggio come avvenuto con i fatti di Napoli che hanno visto i nostri indagati in una vicenda dove poi tutto è stato smontato, dove sono stati spesi centinaia e centinaia di migliaia di euro per una sentenza su nulla. Ancora una volta ci metto la mia faccia, sono estraneo a tutto quello che è accaduto. Gli inquirenti – aggiunge – svolgeranno il loro lavoro, i loro processi a tempo debito, io sono abbastanza sereno e ci metto la faccia».
Antonio Ribecco dice che continuerà a fare quello che ha fatto in quanto la “mia vita è solo una”, la mia vita è inscindibile da quella politica, da quella pubblica e da quella privata. Sono una sola persona che quello che fa lo fa alla luce del sole e continuerò a fare la mia attività politica e sociale con tutto il mio gruppo con questo atto di sciacallaggio da parte de La Repubblica e da altre testate giornalistiche che hanno accostato il nome di CasaPound in modo orrendo perché non rientriamo assolutamente in questa vicende».

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