La Fontana del Nettuno resta dove sta, ma si è aperto un dibattito su territorio e beni pubblici

La Fontana del Nettuno resta dove sta, ma si è aperto un dibattito su territorio e beni pubblici

La Fontana del Nettuno resta dove sta, ma si è aperto un dibattito su territorio e beni pubblici

di Bruna Almeida Paroni

La Fontana del Nettuno, ancora una volta, si è svegliata in mezzo a incertezze. Chi ci è passato davanti, ieri mattina, 3 ottobre, ha potuto vedere una mezza transenna. Ma presto, la bella notizia: la “bufala” sulla ricollocazione del bene da Perugia all’interno della sede di una tal Fondazione Alfredo Rismini faceva parte, fortunatamente, di una performance artistica.

Riportare il cittadino al centro della vita pubblica. Era questo l’obiettivo dell’intervento artistico “La sparizione”, firmato Francesca Gotti e Giovanni Galanello. Si tratta del progetto vincitore della “call for artists” lanciata a giugno da Teatro Sant’Ercolano e sostenuta da Coop Centro Italia Sezione Soci Perugia 1.

Il tutto è stato svelato nella mattinata di ieri, domenica 3 ottobre, all’assemblea pubblica intitolata “Fontana di Nettuno: quale futuro?”. L’evento era stato organizzato dall’Edicola 518, promotore e ideatore di Teatro Sant’Ercolano, e ha visto cittadini e cittadine di ogni età discutere di patrimonio, identità e appartenenza.

Per gli autori della performance, “La sparizione” vuole reiterare l’importanza di alcune nozioni quali cittadinanza attiva, democrazia partecipata e territorio, condivisa anche da Coop Centro Italia Sezione Soci Perugia 1. «La reazione dei cittadini – dicono la coppia artistica Gotti e Galanello – attesta la necessità di aprire un dibattito sul tema della privatizzazione dei beni pubblici».

È ben vero che la smentita di Palazzo dei Priori è arrivata pochi minuti dopo la pubblicazione della notizia, lo scorso martedì (28), in cui ha ribadito seccamente che “il bene pubblico non è in vendita”. Allo stesso tempo, i manifestini appesi nei pressi di Corso Cavour contrariavano la negazione. Ma può un ente pubblico vendere un bene civico? E soprattutto, può una fondazione privata impadronirsene?

Per quasi una settimana polemiche non ne sono mancate, specialmente sulla pagina Facebook di Edicola 518. Una delle fasi di “La sparizione”, però, consisteva nel mappare le reazioni dei cittadini sui social. Risultato: la questione attorno la presunta compravendita della Fontana del Nettuno da parte di una fondazione privata ha suscitato stupore e indignazione in tanti perugini.

Ma non solo, “La sparizione” desta una preoccupazione. A chi credere? All’ente pubblico? Ai giornali? Ai cartelli di una fondazione mai sentita? Bisogna, dunque, interrogarsi sulle potenzialità e le dinamiche derivanti dai mezzi di comunicazione contemporanei. Anche questa messa in discussione fa parte della provocazione lanciata dall’azione artistica di Teatro Sant’Ercolano.

La Fontana del Nettuno, quindi, rimane ai Giardini Rosa e Cecilia Caselli Moretti, ai piedi della Chiesa di Sant’Ercolano. A noi, cittadini, il compito di riflettere sulla città e sull’immaginario urbano a 360°.

 

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