Teatro Sant’Ercolano e l’Electro Dance nella città di Perugia

 
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Teatro Sant'Ercolano e l'Electro Dance nella città di Perugia

Teatro Sant’Ercolano e l’Electro Dance nella città di Perugia

Teatro Sant’Ercolano, l’ultimo progetto di Edicola 518, entra nel vivo e finalmente interviene nel cuore della città, con un’operazione tenutasi da dal 5 al 9 maggio da cui è stato tratto un video pubblicato il 25 maggio.

«La danza come strumento di riappropriazione dello spazio urbano», secondo le parole degli ideatori. Ospite di questa azione è il ballerino francese Spoke, all’anagrafe David Touzè, accorso da Parigi per riportare arte ed energia nel cuore del centro storico di Perugia, spossato dall’inverno pandemico e bisognoso di un’iniezione di (distanziata) convivialità.

ELECTRO DANCE NELLA CITTÀ Electro Dance nella Città nasce da un ricordo di libertà e spensieratezza. È il 2007 quando un gruppo di ragazzi parigini, travolti dallo stimolante flusso di energia della musica elettronica, si lasciano guidare nell’invenzione di un nuovo linguaggio espressivo, fatto di combinazioni di movimenti delle braccia che si intrecciano per disegnare e tracciare figure, dando vita ad atmosfere poetiche. Uno di loro era Spoke (https://www.youtube.com/channel/UCj9Pitm-sR9HW7cLVSiGZZA).

Allora era divertimento nella città, mix di stili, dialogo molto più che competizione e poi, improvvisamente, riappropriazione dello spazio urbano. I ragazzi delle periferie attaccano la Senna. Sanno quello che gli abitanti sembrano aver scordato. Che una panchina è un centro coreografico. Che la città può essere indagata attraverso la danza. Che si può creare un dialogo con le architetture che diventano partecipi della tua storia. Dopo mesi di torpore è arrivato il momento di ritrovare un rapporto di reciproca confidenza con la città.

Abbiamo quindi coinvolto Spoke, per guidarci alla riscoperta di una danza che fa dello spazio urbano il suo club, delle colonne il suo palo, dei piedistalli il suo cubo. Durante il suo soggiorno perugino Spoke è riuscito a interagire con le architetture cittadine e finalmente la città è tornata a sostenere e potenziare la creatività. Tantissime persone, dai più grandi ai più piccoli, sono accorsi per seguire le gesta del ballerino francese, per osservare la sua fusione con l’acquedotto al tramonto, per ritrovarsi in un club improvvisato all’interno della Rocca Paolina, per ballare con lui ai giardini Caselli Moretti, su quella fontana che è simbolo dello stesso Teatro Sant’Ercolano.

Cos’è l’Electro Dance? Il fenomeno, diventato famoso nel mondo fra il 2007 e il 2008 con il nome di Tektonik (in realtà un marchio di abbigliamento), nasce nei club delle periferie parigine e poi si sposta per strada, divenendo un inno alla libertà che investe dapprima la capitale francese e poi le città di tutto il mondo. Ampi movimenti di braccia e contaminazioni con tecniche di danza preesistenti come il popping, il waving, lo shuffle e tanti altri.

Una danza del futuro che da Parigi va alla conquista del mondo e si impone come fenomeno di costume coinvolgente e alla portata di tutti. Poi, come tipico di queste avanguardie, l’eccessiva esposizione mediatica la banalizza e ne limita la spinta iniziale fino a renderla nuovamente fenomeno di nicchia. Spoke fu l’esponente più raffinato di questo movimento. I suoi video, tutt’ora visibili su YouTube, ebbero milioni di visualizzazioni e ispirarono danzatori e clubber di tutto il mondo.

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Nel più famoso di questi, Spoke è ripreso dai compagni di scuola nella palestra del suo liceo parigino, ed effettua un freestyle che lascia tutti a bocca aperta, risultando tuttora, a dodici anni di distanza, sbalorditivo. Poi il ballerino, logorato dall’eccessiva fama e tradito da un movimento in cui non si riconosce più, mette da parte la sua arte, gira il mondo e svolge i lavori più disparati fino a decidere, in modo del tutto insperato, di raccogliere l’invito di Edicola 518 e tornare a ballare. Nel 2021, per la prima volta, a Perugia.

L’azione Un evento itinerante in cui Spoke, insieme a altri ballerini di Perugia che hanno deciso di partecipare all’azione (fra cui Chiara Olivia Pernicini e Sofia Josè Osorio), ha danzato in dialogo con le architetture più iconiche e rappresentative della città (San Pietro, il Frontone, la Rocca Paolina, Piazza IV Novembre e ovviamente le scalette di Sant’Ercolano dove si trova Edicola 518), per realizzare un video che da un lato richiami le estetiche della stagione d’oro dell’electro dance e dall’altro innovi queste istanze in una proposta nuova e futuristica. Poiché obiettivo della danza electro è storicamente quello di rappresentare, attraverso le sue contaminazioni e le sue illusioni, lo stile di danza del futuro.

«L’eco di questa cultura, che mi ha visto coinvolto sia come ballerino che, come videomaker, perdura ancora, e oggi, stavolta a Perugia, torniamo ad esplorare nuovamente la bellezza di questo ballo per indagare la città come palcoscenico per fenomeni culturali nati spontaneamente. La città è pronta a sostenere la creatività offrendo spazi liberi adeguati, anzi, addirittura potenziandola, contribuendo in maniera attiva con le sue architetture?»

Queste le parole dello stesso Spoke, tratte da un testo che potrete trovare nel bollettino cartaceo che, come per ogni azione di Teatro Sant’Ercolano, anche in questo caso i ragazzi di Edicola 518 hanno stampato in proprio e distribuiranno presso Paradiso 518, in corso Cavour 9


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