Collestrada invasa da profughi, Lega Nord interviene sulla vicenda. Da Lega Nord – In merito all’arrivo di diverse decine di profughi al Postiglione di Collestrada e del disagio diffuso fra la popolazione della frazione perugina il Consigliere Comunale Lega Nord Michelangelo Felicioni e il Commissario Cittadino Alessandro Tassi dichiarano: “Vigileremo e porremo massima attenzione al trasferimento dei profughi nella frazione di Collestrada e si da ora esprimiamo la nostra vicinanza ai concittadini.”
Il Sindaco Romizi, più che sensibile alla tematica, ha assicurato il massimo impegno, come sempre, alla vicenda anche se gli arrivi e le dislocazioni non sono di sua competenza; dal momento che l’emergenza immigratoria è regolata da decreti ministeriali che sollevano le amministrazioni Comunali da ogni attività di accoglienza quando sviluppate da privati o enti che abbiano partecipato e vinto i bandi prefettizi. L’accoglienza e l’aiuto umanitario sono importanti e necessari soprattutto quando si scappa da reali situazioni perniciose e guerra; ma gli aiuti economici concessi a migranti economici che abbandonano la loro terra per cercare fortuna nel nostro paese è cosa ben diversa e non ascrivibile al concetto di aiuto umanitario.
Dalle percentuali facilmente consultabili, uscite ultimamente anche sulla stampa, i rifugiati veri e propri riconosciuti dalle commissioni territoriali competenti, sono inferiori al 10 % delle domande di protezione internazionale proposte. Se sommiamo a questo dato le altre forme di protezione, non superiamo il 30 % del totale; ciò significa che almeno 7 persone su 10 sono migranti economici. Siamo d’accordo ad aiutare chi realmente ha bisogno, ma non possiamo tollerare un mercato di esseri umani dove qualcuno guadagna e a pagare le spese sono sempre i soliti, i nostri concittadini.
Grazie al nostro apporto, l’assessorato competente ha più volte sollecitato al Governo Nazionale la fine dei trasferimenti a Perugia, ma noi ci spingiamo oltre, ribadendo il nostro modello di accoglienza: diffusa e socialmente sostenibile. Non possiamo permettere casi come quello di Collestrada o ancora l’ostello di Ponte Felcino dove piccole realtà vengono invase da un numero tanto importanti di migranti.

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