Pascoli tornino in mano ai pastori dell’Umbria e le nostre montagne abitate

La stessa Agenzia forestale dovrebbe provvedere alla gestione

 
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I pascoli tornino in mano ai pastori dell'Umbria

Pascoli tornino in mano ai pastori dell’Umbria e le nostre montagne abitate

Terreni di proprietà pubblica inaccessibili e in stato di abbandono, ma interdetti ai nostri pastori. È ora di dire basta. Vogliamo che le nostre terre tornino in mano ai pastori umbri e che le nostre montagne tornino ad essere abitate. Oggi più che mai rappresentano il nostro oro da tutelare e preservare”. Lo afferma il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca.

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Foto di Quang Nguyen vinh da Pixabay

“Esistono terreni di dominio collettivo o pubblici che versano in totale stato di abbandono – osserva -, ma allo stesso tempo sono interdetti ai nostri pastori. Chi nella nostra regione vive davvero di pastorizia, spesso non riesce a trovare lo spazio vitale per far pascolare i propri animali e vede morire giorno dopo giorno le proprie aziende. Le terre che apparteneva ai genitori o ai nonni finiscono ormai alle multinazionali attraverso procedure di gara con criteri e importi inaccessibili alle piccole realtà. Insomma, l’accaparramento delle terre nelle mani di pochi è ormai un fenomeno globale”.

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“In Umbria – aggiunge De Luca -, i comuni o altri enti gestori hanno la possibilità di stipulare accordi con Afor per interventi di manutenzione del patrimonio montano. La stessa Agenzia forestale dovrebbe provvedere alla gestione, alla tutela e al miglioramento nonché alla messa a reddito, affittando i terreni ai pastori locali, per reinvestire i profitti in attività di miglioramento del patrimonio boschivo.

Ma questo succede davvero? Dal 28 settembre scorso abbiamo depositato un’interrogazione per verificare lo stato di attuazione del protocollo d’intesa Afor-Comune di Terni per la manutenzione del patrimonio montano agro-silvo-pastorale.

Ad oggi purtroppo nessuna risposta. In molte parti d’Italia, e sembrerebbe purtroppo anche nella nostra regione, succede che questi pascoli vengano dati in concessione a società non umbre senza nessuna verifica efficace sul reale pascolamento delle bestie, lasciando il terreno sempre meno utilizzato e tutelato, quindi, anche a rischio dissesto o incendi”.

Per De Luca, “è giunto il momento di riequilibrare questa situazione. Di dire basta a questa compravendita dei pascoli e delle montagne. Bisogna proteggere i nostri allevatori e difendere le filiere d’eccellenza del Made in Umbria, i nostri prodotti, le nostre razze e varietà autoctone di interesse agrario.

È intollerabile – conclude – che in un simile momento non si faccia chiarezza su questi aspetti, che si lascino morire imprese agricole locali e non si faccia nulla. Sollecitiamo l’assessore Morroni ad una pronta risposta e a valutare misure per arginare una situazione che va risolta una volta per tutte”.

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