Michele Rossi, Cascata delle Marmore e deflusso minimo vitale

 
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Michele Rossi, Cascata delle Marmore e deflusso minimo vitale

Michele Rossi, Cascata delle Marmore e deflusso minimo vitale

– la questione in aiuto alla ripresa del turismo post emergenza covid19 –

Con l’uscita dalla fase emergenziale Covid-19 anche la politica locale sarà chiamata ad essere di aiuto ai vari settori economici che ne usciranno a pezzi. Tra i settori colpiti quello turistico. Nella nostra città il turismo è legato alla Cascata delle Marmore, nostra eccezionale ricchezza.
L’aiuto al settore potrebbe passare per l’affrontare quelle tematiche di giusta rivendicazione a vantaggio del territorio che da fin troppo tempo attendono di essere definite. Riguardo la Cascata non si tratta solo dei dibattuti canoni idrici

Con la riapertura del flusso ordinario dell’acqua in caduta non solo sarà giusto recuperare le ore di mancata apertura (fin qui quasi 100), magari cercando di concentrarle nei giorni festivi in modo di dare maggiore continuità all’apertura giornaliera, ma potrebbe essere anche l’occasione per definire la controversa tematica riguardo il deflusso minimo vitale. Già altre forze politiche negli anni passati sollevarono il problema, addirittura invocando cause milionarie per la presunta sottrazione di acqua. Varie leggi hanno introdotto il concetto di deflusso minimo vitale (DMV) come la portata istantanea da determinare in ogni tratto di un corso d’acqua, necessaria a garantire la salvaguardia delle caratteristiche fisiche del corpo idrico, chimico-fisiche delle acque nonché il mantenimento delle biocenosi tipiche delle condizioni naturali locali. Tale concetto è stato recepito anche nel piano di Tutela delle Acque adottato dalla Regione Umbria e poi aggiornato nel 2016.

Nel caso dell’impianto industriale di Marmore-Galleto il concessionario non restituisce le acque ai piedi dello sbarramento ma a valle: quindi, di fatto, interrompe la continuità idraulica del fiume Velino per il quale il piano di tutela delle acque ha fissato una soglia di DMV uguale o superiore ai 5 metri cubi al secondo.

🔴 Ad oggi anche solo da una empirica osservazione visiva la portata della Cascata in fase di chiusura sembrerebbe notevolmente inferiore eccezion fatta per le 1287 ore in cui la Cascata ha una portata controllata e pubblicizzata di 15 metri cubi al secondo.

🔴Qualora fosse invece rispettato il DMV nella quantità di 5 metri cubi al secondo non solo si eviterebbe il rischio di possibile danneggiamento dell’ecosistema, paventato ad esempio dallo stesso Comune con la prolungata chiusura di questi giorni di emergenza sanitaria, ma con un flusso continuo maggiore in condizioni di chiusura (uguale ai 5 mc2/s ma se si riuscisse anche superiore) si potrebbe aumentare il potenziale attrattivo quotidiano del bene.

🔴E’ evidente quanto questo sarebbe utile e di aiuto al settore turistico nella fase di recupero, quando in grave sofferenza, dovrà riprendersi e ripartire. A tal proposito ho voluto presentare opportuna interrogazione affinché si chiarisca finalmente, in maniera definitiva e con il coinvolgimento della Regione, se esiste tale obbligo del rispetto del deflusso minimo vitale nelle quantità stabilite, fino a provare a spingersi a richiedere un incremento dello stesso a fini turistici in questo particolare momento in aiuto ad una ripresa che dobbiamo organizzare”.

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