Dalle foreste alla passerella, la moda del futuro sfila a Perugia
Progetto dell’Istituto italiano design e Pefc Italia per promuovere abiti ecosostenibili. Realizzati con materiali di origine forestale, le creazioni degli studenti saranno anche a New York
(umbriajournal.com) by AVInews PERUGIA – Morbidi e freschi filati di eucalipti, profumati tessuti derivanti da faggi e cipressi, sfoglie di sughero e pelli di fungo che hanno ben poco da invidiare alle tradizionali pelli animali sono solo alcuni dei particolarissimi materiali di origine forestale utilizzati dagli studenti dell’Istituto italiano design (Iid) di Perugia per realizzare i capi di abbigliamento che venerdì 23 giugno hanno sfilato in passerella nell’evento ‘3F: Forest for Fashion’, organizzato in collaborazione con Pefc Italia (Programma di valutazione degli schemi di certificazione forestale) e andato in scena nella sala Podiani della Galleria nazionale dell’Umbria, a Perugia.
Il progetto. Il defilé giunge a conclusione di un progetto iniziato un anno fa, nato su idea del Pefc Italia, che ha coinvolto cinque ragazzi del secondo anno del corso Fashion design dell’Iid: Maria Rosaria Franco, Alessandra Perna, Marco Rossi, Roberta Pezzotti e Valerio Mercurii. Obiettivo quello di trasformare il design e il settore abbigliamento in uno strumento di valorizzazione della filiera bosco-legno e rendere, allo stesso tempo, i consumatori finali testimonial di sostenibilità, semplicemente indossando il capo giusto. “Tradizionalmente – ha commentato Antonio Brunori, segretario generale del Pefc Italia –, il mondo della foresta è molto distante da quello della moda. La maggior parte dei materiali impiegati in questo campo derivano da prodotti agricoli, come il cotone, il lino e la canapa. Noi proponiamo una moda legata alle fibre degli alberi. Per produrre un chilo di cotone sono necessari 20mila litri di acqua mentre il legno ne richiede una quantità 70 volte inferiore e un terzo di energia elettrica. Inoltre, per ogni albero utilizzato ne viene piantato un altro. In un’epoca di grandi cambiamenti climatici, pensare a un vestiario ecosostenibile può aprire interessanti prospettive, anche dal punto di vista economico”.
Gli abiti in passerella. Nel corso della serata, si sono quindi alternate le 35 creazioni dei giovani designer, tutte liberamente ispirate al mondo del lavoro. C’è chi ha tratto spunto dall’ex Corpo forestale dello Stato o dai vigili del fuoco e chi dal mondo della falegnameria, dei tagliaboschi o dal settore agricolo. Un lavoro che ha coinvolto anche cinque aziende specializzate in questo campo, Granorte, Dolpi, Lenzing e le perugine Alceste shoes e Artigian mobili. Sin da subito molto apprezzati, i capi sono stati già prenotati per sfilate a Roma, New York e Tolmezzo.
Il racconto di designer e docenti. “È stata un’esperienza che abbiamo vissuto con grande entusiasmo – ha raccontato Eleonora Granieri, la docente dell’Istituto italiano design che ha seguito i ragazzi in questa originale avventura –. Non è stato semplicissimo trattare certi materiali ma, alla fine, il risultato è stato sorprendente. Sono tessuti meravigliosi con qualità del tutto simili a quelli classici. Si sta aprendo un mondo nuovo che istituti come il nostro devono senz’altro cavalcare”. “Non è stato facile lavorare con materiali per noi del tutto nuovi – hanno detto le studentesse Maria Rosaria Franco e Roberta Pezzotti – ma si è trattato comunque di un progetto decisamente affascinante. L’abbiamo presa come una sfida ed è stato interessante aver potuto utilizzare materiali così belli e con particolari caratteristiche, anche di resistenza al fuoco. Sarà la moda del futuro”.
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