A Protte di Spoleto, come in Vietnam, in guerra con la natura

Reati venatori, illeciti ed anche fughe nei campi

A Protte di Spoleto, come in Vietnam, in guerra con la natura

A Protte di Spoleto, come in Vietnam, in guerra con la natura

da WWF Perugia
SPOLETO – Sono bastati 2 giorni di controlli nel territorio del Comune di Spoleto, da parte delle Guardie del WWF Perugia, per scoprire un mondo d’illegalità in campo venatorio, quasi ci si trovasse in guerra con la natura. Reati di varia gravità e natura, illeciti amministrativi, furbizie e fughe repentine nei campi, per non incappare nelle maglie dei controlli predisposti dal Coordinatore regionale Sauro Presenzini in detti luoghi, attenzionati a seguito di numerose e circostanziate segnalazioni di gente, evidentemente stufa di tollerare la totale anarchia nell’esercizio della caccia. Molte le segnalazioni provenienti dallo stesso mondo venatorio.

A noi non interessa il motivo per il quale ci “spingono” in una direzione, su un territorio, o contro questo o quel personaggio dichiara Presenzini, a noi interessa verificare se quanto segnalato risponde a realtà e solo dopo la necessaria verifica della situazione (se la segnalazione è degna di credibilità), effettuiamo la necessaria verifica per accertare se si concretizzano gli illeciti e i reati che ci vengono segnalati. Nel caso di Protte di Spoleto ( un paesino di poco più di 100 anime), la fantasia è andata ben oltre la realtà, tutto vero, tutto reale, tutto incredibile.

Spari direttamente dalle case o dal giardino di essa, ma questi personaggi e situazioni ancora non sono stati individuati con la necessaria certezza, mentre è vero e reale che cacciatori sparavano e abbattevano fauna selvatica protetta, nei cui confronti la caccia non è mai consentita.

Le Guardie WWF, a Protte, hanno denunciato alla Procura della Repubblica un seguace di Diana, che aveva abbattuto Tortore dal collare e in sinergia con il Corpo Forestale dello Stato di Spoleto, si è provveduto a sequestrare sia il fucile che le munizioni ed anche la selvaggina, quale mezzo di prova, fino al dibattimento di fronte al Tribunale di Spoleto.

Altri cacciatori, evidentemente allertati della presenza delle Guardie WWF, si sono dati a precipitosa fuga nei campi, altri hanno gettato il fucile in macchina e sgommando, …hanno preferito evitare l’incontro ravvicinato. Sempre a Protte, sanzione di 612 euro per un appostamento fisso abusivo con uso di richiami, privo della necessaria autorizzazione, altre sanzioni minori e sequestri di armi e munizioni, sia per l’omessa annotazione del tesserino venatorio, che per il mancato rispetto della distanza di sicurezza da strade e case.

Ma non finisce qui, dopo Protte (luogo bollente), anche a Loc. Colle Marozzo i cacciatori non sono da meno, infatti un componente della battuta al cinghiale ha fatto il pieno di reati, sia per aver alterato/modificato volontariamente e coscientemente un’arma, per aumentarne la potenzialità d’offesa, ma anche per averla poi abbandonata in macchina (bene in vista all’interno di essa) assieme alle relative munizioni, omettendo di porre in essere le opportune e necessarie cautele in tema di detenzione di armi, che specialmente di questi tempi, non solo devono essere custodite con la massima diligenza, ma a giudizio del WWF, con una vigilanza e cautela rafforzata. Pronto ed efficiente l’intervento della Polizia di Stato che ha proceduto per le successive e previste incombenze di rito, per i casi di cui sopra.

Il Coordinamento delle Guardie del WWF, come in tutti i casi ove siano stati accertati reati in tema di: armi; reati venatori; violazioni penali contro i pubblici Ufficiali operanti (resistenza a Pubblico Ufficiale, ingiurie, minacce, occultamento e/o sottrazione di prove, opposizione al sequestro, ecc.), provvede in questi casi in maniera automatica, ad inviare apposita informativa al Questore di Perugia, al fine di porlo in grado di esercitare il suo proprio potere discrezionale, circa il permanere o meno -sospensione e/o revoca- della licenza del porto d’armi in capo al soggetto che ha manifestato scarsa attitudine al rispetto delle Leggi, animosità, violazione delle stesse, a fronte dei reati e/o illeciti verificati, riscontrati e posti in essere.

La caccia è per gli appassionati della materia, un’attività ludica, ma che deve e può essere esercitata senza animosità, rapacità e soprattutto, senza commettere illeciti e reati, …come la Legge prescrive!

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