Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura suonano tra sul cedro secolare 🔴▶ foto

Tutte le foto della gallery sono di Giancarlo Belfiore

 
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Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura suonano tra sul cedro secolare

Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura suonano tra sul cedro secolare

“Mai come adesso abbiamo bisogno di più arte e scienza. La ricerca e l’arte sono spesso sottovalutate, lasciate a se stesse, ma in questo momento storico credo siano le uniche possibilità che abbiamo per poter avere una visione del futuro”, sono parole del trombettista Paolo Fresu protagonista, insieme a Daniele di Bonaventura, al Cedro atlantico che domina il cortile del Rettorata dell’Università degli Studi di Perugia e all’Orchestra da Camera di Perugia, del suggestivo concerto Two for Tree and Orchestra che si è svolto il 19 luglio nel capoluogo umbro.

  • Suonando a 12 metri di altezza tra i rami del grande cedro

Suonando a 12 metri di altezza tra i rami del grande cedro i due musicisti hanno voluto mettere l’albero al centro di una suggestiva narrazione musicale – che ha spaziato da brani inediti alla rivisitazione della intramontabile ‘Ci vuole un fiore’, scritta dall’estro di Gianni Rodari, Luis Bacalov e Sergio Endrigo – per sottolineare la necessità di una maggiore sensibilizzazione sui temi della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente. Agli alberi dobbiamo l’aria che respiriamo e proprio per ricordare la loro indispensabilità la FAO ha promosso il 2020 come Anno Internazionale per la salute delle piante.

  • Two for Tree and Orchestra

Con questo evento Two for Tree and Orchestra, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia e Umbria Jazz, ha preso il via il percorso di avvicinamento alla Notte Europea dei Ricercatori Sharper, un progetto coordinato da Psiquadro che il 27 novembre animerà dodici città italiane (Ancona, Cagliari, Catania, L’Aquila, Macerata, Nuoro, Pavia, Palermo, Perugia, Terni, Torino, Trieste) con decine di eventi e spettacoli per portare adulti e bambini a conoscere il lavoro dei ricercatori e le meraviglie dalla scienza.

  • via al percorso che ci porterà alla Notte Europea dei Ricercatori 2020

“Paolo Fresu e questi altri incredibili musicisti – ha commentato Leonardo Alfonsi, responsabile di Sharper – hanno dato il via al percorso che ci porterà alla Notte Europea dei Ricercatori 2020. Attraverso suoni e atmosfere legate all’albero, combinando ricerca ed arte, hanno stimolato rispetto e curiosità nei confronti della natura. Tutto questo proprio nell’anno in cui Sharper dedica le proprie attività al ruolo che i ricercatori avranno per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Il progetto Two for Tree and Orchestra nasce da un lungo percorso iniziato dai due musicisti che li ha spinti a sperimentare la loro musica oltre i luoghi usuali fino a trasformare il grande cedro secolare nel vero protagonista dell’evento. Un percorso raccontato attraverso una serie di suggestivi scatti dal fotografo Marco Giugliarelli, e nella sua esecuzione pubblica da Giancarlo Belfiore.


Tutte le foto della gallery sono di Giancarlo Belfiore

Per fare un albero… ci vogliono artisti pieni di passione e che sanno cosa è la sfida. Musicale e fisica. Seduti su rami robusti e in equilibrio, con caschetti e imbracature per scalare, su un cedro centenario a dodici metri d” altezza. Due straordinari musicisti come Paolo Fresu (tromba, flicorno, effetti) e Daniele di Bonaventura (bandoneon) a suonare in alto quindi, con l” Orchestra da Camera di Perugia invece accanto al grande tronco.

Tutto per un pubblico di poco meno di 90 persone in presenza, senza contare chi ha seguito il concerto dallo streaming in diretta. Per sottolineare, soprattutto in questo momento difficile che sta attraversando tutto il mondo causa pandemia, che dobbiamo mutare il nostro rapporto con l” ambiente, amare e tutelare i nostri alberi e riappropriarci degli spazi all” aperto e dell” arte. Con la musica, come ha detto Fresu, “che nonostante il distanziamento riesce a farci stare vicini”.

E le note che uscivano dagli strumenti erano quindi tutte per sensibilizzare sul ruolo della natura, della sostenibilità ambientale e della cultura. Doveva essere – l” evento si è svolo ieri sera – il concerto finale di Umbria jazz 2020 (edizione annullata per l” emergenza sanitaria), ma è stata alla fine l” anteprima di “Jazz in August”, la quattro giorni (7-10 agosto) in programma a Perugia come alternativa speciale al festival e presentata come iniziativa del rilancio post Covid.

Una suggestiva anteprima, quella andata in scena ieri sera, nata dalla collaborazione inedita tra l” Università degli studi di Perugia e Umbria Jazz, come anticipazione anche della Notte Europea dei Ricercatori – Sharper. Il cedro si trova da 160 anni nel cortile del Rettorato dell” Ateneo a palazzo Murena, dove il fortunato pubblico ha seguito con trasporto ed attenzione. All” interno dell” iniziativa “Jazz goes to University“, i promotori hanno così voluto mettere insieme un albero, caro a generazioni di studenti, due grandi musicisti, tra i più creativi in Italia e particolarmente sensibili ai temi ambientali, come Fresu e di Bonaventura, e un” orchestra che con i due jazzmen ha già collaborato in progetti molto riusciti come per esempio “Altissima Luce”.

E proprio da questa loro ben riuscita rilettura del Laudario di Cortona, i protagonisti della serata dal titolo “Two for Tree and Orchestra” hanno interpretato due brani: “Sia lodato San Francesco” e “Jesu Cristo glorioso”. L” inizio è stato invece con una dedica “al grande poeta e artista” De André, così definito da Fresu, con “Preghiera in Gennaio”, mentre la conclusione è stata tutta per “Ci vuole un fiore” di Rodari-Bacalov-Endrigo. In mezzo, pezzi di Fresu e Bonaventura riletti con l” ausilio dell” orchestra, patrimonio umbro e non solo “di cui andare fieri” secondo quanto sottolineato a fine concerto da un soddisfatto Fresu.

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