L’energia degli Snarky Puppy torna sul main stage di Umbria Jazz
di Antonella Valoroso
Ad aspettare la band jazz-fusion americana all’Arena Santa Giuliana è soprattutto un pubblico di giovani e giovanissimi, inclusi i venti ragazzi della Philadelphia Jazz Orchestra che l’indomani suoneranno sul palco di piazza Quattro Novembre.
La maggior parte degli attuali membri del gruppo -un collettivo con circa 25 membri in rotazione- hanno iniziato la loro avventura musicale nel 2004, quando erano studenti all’Università del Nord Texas, e da allora di strada ne hanno fatta davvero tanta. Quasi vent’anni e cinque Grammy Awards dopo, il fenomeno Snurky Puppy continua a riempire gli stadi con la sua miscela di jazz, fusion, funk, prog e rhythm’n blues (e non solo).
Sul palco di Umbria Jazz sono in dieci, ma l’energia sale subito a mille.
Michael League, leader della band e bassista per caso, come ha raccontato in più di un’occasione, dopo i primi due brani sfodera il suo perfetto italiano per rivolgere alla platea un singolare invito: “lo so come funziona in questo posto… tutti seduti fino al bis e solo allora si va sotto il palco… allora facciamo finta che è adesso e venite tutti qui”. Molti quasi non ci credono, altri si sono già alzati per raggiungerlo.
I brani proposti sono tratti prevalentemente dal nuovo album “Empire Central”, il quindicesimo: una lettera d’amore a Dallas, il luogo dove è iniziata la storia dei “Cuccioli irriverenti”, e un omaggio alla sua ricca storia musicale. Il disco è una fusion di forte impatto caratterizzata da ritmi funk, ricchezza timbrica e interventi jazzistici, con una sezione fiati imponente, ma è nelle performance dal vivo che gli Snarky Puppy si esprimono al meglio, con la loro musicalità a tutto campo, esplosiva, imprevedibile e irriverente.
Sassofoni, trombe e tromboni hanno dominato il main stage di Umbria Jazz e si sono espressi in arrangiamenti stupefacenti e intricati, creando armonie potenti e melodie emozionanti. Ogni membro della sezione fiati ha inoltre avuto modo di esibirsi in fantastici assoli, dimostrando straordinario controllo tecnico e una sensibilità musicale fuori dal comune.
Ospite a sorpresa della serata è la pianista romana Francesca Tandoi, che si unisce alla band per eseguire “Portal” del percussionista argentino Marcelo Woloski, uno dei più pezzi più belli del nuovo album. “Prima di questa sera ci conoscevano soltanto virtualmente -precisa League- ora finalmente potremo suonare insieme”.
Non mancano l’omaggio alla musica del tastierista Bernard Wright, morto in un tragico incidente d’auto due mesi dopo la fine della registrazione di “Empire Central”, e gli auguri a Umbria Jazz per i suoi primi cinquant’anni.
League ringrazia anche Rihannon Giddens e Francesco Turrisi, che hanno aperto la serata, e a chi dal pubblico chiede come bis qualcuno dei vecchi brani, risponde da “cucciolo irriverente”: “Sorry, we’re professional disappointers”, come dire “Spiacente, ma deludere è il nostro mestiere”.







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