Unica data italiana per il collettivo guidato da Michael League insieme alla leggendaria orchestra olandese. Per la Metropole Orkest è anche il debutto assoluto a Umbria Jazz.
Di Antonella Valoroso
Sono tantissimi. Si vedono e si sentono. Sono gli Snarky Puppy. E sono tornati. Chi li conosce sa già che ogni loro concerto è un piccolo terremoto musicale. Chi ancora non li ha mai ascoltati dal vivo scoprirà presto perché questo collettivo di musicisti è diventato uno dei fenomeni più originali degli ultimi anni. A Umbria Jazz 2026 sono arrivati con un progetto speciale: l’unica data italiana insieme alla straordinaria Metropole Orkest, per un appuntamento che ha già il sapore dell’evento.
In fondo era quasi inevitabile che queste due realtà finissero per incontrarsi. Entrambe difficili da definire, insofferenti alle etichette, capaci di attraversare i generi senza appartenere davvero a nessuno. Quando nel 2015 uscì Sylva, il primo album inciso insieme, molti pensarono che quell’unione fosse semplicemente perfetta. Avevano ragione. Il disco conquistò infatti il Grammy Award come miglior album strumentale contemporaneo.
A distanza di oltre dieci anni è arrivato il secondo capitolo. Somni, pubblicato pochi mesi fa, è stato registrato dal vivo durante tre serate consecutive, dal 17 al 19 gennaio 2025, a Utrecht. Ora quel progetto approda finalmente in Italia, e proprio Umbria Jazz ospiterà l’unica tappa nazionale della tournée. Non solo: sarà anche la prima volta in assoluto della Metropole Orkest sul palco del festival.
Il pubblico umbro, invece, gli Snarky Puppy li conosce bene. Li ha già accolti più volte e sa che ridurli a una jazz band, a un gruppo fusion o a una jam band significa non aver capito nulla della loro natura. Forse aveva ragione il critico del New York Times Nate Chinen quando scriveva che la cosa migliore è «prenderli per quello che sono, piuttosto che giudicarli per quello che non sono».
Cinque Grammy Awards conquistati in categorie diverse raccontano meglio di qualsiasi definizione una formazione capace di assorbire jazz, funk, rock, gospel, soul, musica latina e tanto altro ancora, trasformando tutto in un linguaggio riconoscibilissimo. Merito della straordinaria qualità dei singoli musicisti, della loro capacità di respirare come un unico organismo e della scrittura di Michael League, anima e fondatore del progetto.
Accanto a loro c’è la Metropole Orkest, una formazione che non ha eguali. Fondata nel 1945 nei Paesi Bassi, è l’unica orchestra stabile capace di fondere con naturalezza repertorio sinfonico, jazz e musica contemporanea. Maestosa come una grande orchestra classica, flessibile come una big band, ha scritto pagine importanti della storia della musica collaborando con artisti diversissimi tra loro: da Ella Fitzgerald a Dizzy Gillespie, da Brian Eno a Pat Metheny, da Jacob Collier a Robbie Williams, passando per Bono e Pablo Ziegler, storico pianista di Astor Piazzolla.
La sua filosofia è semplice e, allo stesso tempo, rivoluzionaria: «Noi suoniamo pop, soul, jazz, dance, hip-hop, musiche da film e world music. In più, cerchiamo di focalizzarci sull’interconnessione di tutti questi generi».
È proprio questa idea di musica senza confini che rende così speciale l’incontro con gli Snarky Puppy. Due mondi che parlano la stessa lingua pur provenendo da tradizioni differenti. Il risultato promette di essere uno dei momenti più attesi e spettacolari di Umbria Jazz 2026, un concerto destinato a rimanere negli annali del Festival.

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