Terremoto, restituzione busta pesante, Prisco e Zaffini (FDI), ultimo regalo del PD agli Umbri

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Terremoto, restituzione busta pesante, Prisco e Zaffini (FDI), ultimo regalo del PD agli Umbri “E’ iniziato il recupero della cosiddetta “busta pesante” nei confronti dei cittadini e si e’ iniziato dalle forze dell’ordine.” A darne notizia i Parlamentari umbri di FDI, Francesco Zaffini ed Emanuele Prisco, che parlano di “ultimo regalo del PD agli Umbri”. “A seguito dell’evento sismico che ha colpito il Centro Italia – ricordano i due esponenti di FDI – era stata data la facoltà ai lavoratori dipendenti e ai pensionati residenti all’interno del cratere di percepire lo stipendio ed il trattamento pensionistico senza subire le ritenute fiscali, la cosiddetta “busta paga pesante”.

Oggi tutti i terremotati che hanno usufruito dell’agevolazione sono costretti a restituire l’intero importo delle imposte sospese, in 24 rate mensili e in concomitanza con il riavvio delle ritenute su stipendi e pensioni.

Noi, come FDI, avevamo chiesto con insistenza al Commissario De Micheli, ottenendone peraltro ampie rassicurazioni, di attivarsi con ogni mezzo per l’emanazione di un Decreto Legge che modificasse quanto previsto dal precedente Governo, rinviando, almeno fino a fine anno, l’avvio del recupero della busta pesante cosi’ da poter poi mettere in piedi tutti i provvedimenti necessari, ivi compreso l’abbattimento dell’importo da restituire.

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Ricordiamo infatti che in occasione del sisma che colpi’ l’Abruzzo nel 2009, caso l’Aquila, il Governo Berlusconi, in sintonia con quanto fatto per il precedente sisma che aveva colpito l’Umbria nel ’97, concesse la dilazione in dieci anni del recupero della busta pesante e con lo sconto del 60 %. Oggi, grazie al Governo Gentiloni, nessuno sconto e restituzione in 24 mesi a cominciare dalle forze dell’ordine.

“E’ indispensabile – concludono Prisco e Zaffini – che la restituzione della busta pesante sia ancorata al cessare dell’emergenza perche’ se l’emergenza non e’ finita per lo Stato a maggior ragione non lo è per il cittadino. Auspichiamo quindi che il nuovo premier Conte come primo atto del nuovo Governo emani il Decreto di rinvio, una misura che è di assoluto buonsenso”

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