Teatro Verdi, Fiorini, annullare in autotutela concorso di progettazione

 
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Teatro Verdi, Fiorini, annullare in autotutela concorso di progettazione

Teatro Verdi, Fiorini, annullare in autotutela concorso di progettazione

di Emanuele FIorini
Fiorini. annullare in autotutela il concorso di progettazione del Teatro Verdi e intervenga la magistratura per accertare eventuali responsabilità

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Il Consigliere Comunale Emanuele Fiorini di “Forza Centro” interviene sul concorso di progettazione del Teatro Comunale Giuseppe Verdi, bandito dal Comune di Terni, chiedendone l’annullamento in autotutela da parte dell’Amministrazione Comunale.

“Non ho mai compreso perché l’Amministrazione Comunale avesse voluto ristrutturare il Teatro trasformandolo realmente in un cinema-teatro, distruggendo la sua vera identità, quando invece, se vogliamo che Terni abbia un valido rilancio culturale, sicuramente precursore anche di quello economico, dobbiamo realizzare qualcosa di ambizioso per il futuro senza dimenticare il nostro passato.

Allo stesso tempo non mi è mai stato chiaro come si faccia a reperire – se per ristrutturare il Teatro Giuseppe Verdi è prevista una spesa di circa 12 milioni di euro e ad oggi ci sono solo poco più di 4,5 milioni – i restanti 7,5 milioni di euro per evitare il rischio di creare una nuova opera incompiuta.

In passato l’Amministrazione Comunale ha speso circa 200 mila euro per progetti di ristrutturazione, quei progetti che fine hanno fatto? Soprattutto quei soldi, considerando anche il momento che stiamo attraversando, chi li restituirà alle casse Comunali?

Altra anomalia che balza agli occhi è proprio quella che riguarda il mancato impiego dei tecnici comunali nella stesura del progetto. Non capisco per quale motivo il Comune di Terni abbia deciso di ricorrere alla procedura del concorso di progettazione, procedura sì consentita, ma molto dispendiosa per le casse comunali, quando invece il legislatore predilige il ricorso al personale interno per le varie fasi di progettazione anche mediante l’attribuzione agli stessi di incentivi.

A seguito di tutte queste considerazioni, al fine di tutelare l’interesse pubblico, ho deciso di approfondire la vicenda del Teatro Verdi, facendo anche una richiesta di accesso agli atti, da cui emerge una situazione ingarbugliata.

Il vincitore del concorso di progettazione del Teatro Verdi è stato A+M2A studio associato degli Architetti Marcello Galiotto e Alessandra Rampazzo.

Dalla lettura del curriculum della A+M2A balsa agli occhi come, in occasione del WaVe 2015, il workshop di architettura organizzato dall’Università Iuav di Venezia, vi è stata una collaborazione alla didattica con il Prof. Francesco Chiellini, lo stesso Professore che è stato membro della commissione giudicatrice su concorso di progettazione vinto guarda caso proprio dalla A+M2A.

Sempre facendo una ricerca su internet nel sito ICEA Dipartimento Ingegneria Civile Edile e Ambientale dell’Università di Padova, fra i docenti per l’anno 2016 del master “Forme dell’abitare contemporaneo” figurano, strano ma vero, ancora il Professore Francesco Cellini e gli architetti dell’ A+M2A Galiotto Marcello ed Alessandra Rampazzo.

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Uno dei principi costituzionali su cui poggia l’azione amministrativa è quello di imparzialità e buon andamento, principi che innervano anche il codice dei contratti pubblici e di cui costituiscono applicazione tutte quelle norme che contengono una disciplina minuziosa della composizione delle commissioni giudicatrici nelle procedure di gara. Tali norme da un lato attengono alla competenza e alla non influenzabilità di giudizio dei commissari, cui fa riferimento l’articolo 77 del codice dei contratti pubblici, dall’altro alla prevenzione delle frodi e della corruzione attraverso l’eliminazione del conflitto di interessi, cui fa riferimento il combinato disposto dell’art. 42 del codice degli appalti e dell’art. 7 DPR 62/2013.

Si cerca in tal modo di garantire un giudizio dei commissari terzo, esente da possibili condizionamenti che ne possono compromettere l’imparzialità, con conseguente obbligo in capo ai membri della commissione giudicatrice di dichiarare l’inesistenza di ipotesi di conflitto di interessi e laddove le stesse sussistono di non assumere l’incarico.

Ma fa capo anche alla stazione appaltante, in questo caso l’amministrazione comunale, verificare l’insussistenza di cause che impediscono la nomina di un soggetto a membro della commissione giudicatrice prima del conferimento dell’incarico.

  • Come si concilia quanto detto con quanto si legge nel curriculum della A+M2A?

Il membro della commissione giudicatrice Professor Cellini ha dichiarato, prima di assumere l’incarico, l’attività di collaborazione alla didattica con la A+M2A? Ha dichiarato di essere docente insieme agli architetti dello studio associato A+M2A nel master “Forme dell’abitare contemporaneo” organizzato dall’Università di Padova? Il Comune di Terni ha accertato l’esistenza di un eventuale conflitto di interessi in capo al professore Cellini che impedisce la sua nomina a membro della commissione giudicatrice?

L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con pronuncia del 2013 ha stabilito perentoriamente che ove si accerti che la nomina di un Commissario è avvenuta in violazione delle regole, ciò comporta il venir meno per illegittimità derivata di tutti gli atti successivi della procedura di gara fino all’affidamento ed impone la rinnovazione dell’intero procedimento.

  • Per questo chiedo all’amministrazione Comunale di annullare immediatamente in autotutela il concorso di progettazione.

Quanto alle somme impegnate per il pagamento dei membri della commissione giudicatrice pari a 33.280,00 euro e ai premi per i partecipanti di circa 62.000,00 euro, chiederò di trattare l’argomento in quarta commissione per valutare la sussistenza di eventuali responsabilità e chi sarà tenuto alla loro restituzione, perché non è il momento di sprecare risorse pubbliche.

Inoltre chiedo alla Magistratura di intervenire perentoriamente affinché accerti se vi sono eventuali responsabilità penali”.

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