I fondi europei spingono Perugia: nasce Comuni in Europa 2.0

I fondi europei spingono Perugia: nasce Comuni in Europa 2.0

Vincere con i fondi europei: a Perugia la nuova sfida umbra

PERUGIA, 19 gennaio 2026 – L’Umbria decide di cambiare passo e di guardare con rinnovata decisione verso Bruxelles. Nella giornata di lunedì 19 gennaio, il cuore istituzionale di Perugia ha ospitato il lancio di “Comuni in Europa 2.0”, un progetto ambizioso che mira a trasformare radicalmente il modo in cui i municipi del territorio si interfacciano con le opportunità di finanziamento internazionale. L’iniziativa, nata da un protocollo d’intesa tra Anci Umbria, il Consiglio delle Autonomie Locali (Cal) e l’Assemblea Legislativa regionale, si propone di costruire un sistema territoriale coeso, capace di superare le storiche difficoltà burocratiche e tecniche che spesso hanno frenato la crescita dei centri più piccoli.

L’analisi di partenza è cruda quanto necessaria: troppi centri umbri, specie quelli dalle dimensioni ridotte, restano tagliati fuori dai circuiti dei fondi europei a causa di una cronica carenza di organico e di competenze iper-specialistiche. Ad oggi, solo poco più di un terzo dei comuni umbri è riuscito ad accedere con successo a progetti a gestione diretta. Questo “gap” non è solo un problema tecnico, ma un limite allo sviluppo sociale ed economico dell’intera regione. Il presidente di Anci Umbria, Federico Gori, ha evidenziato come sia indispensabile dotare i sindaci di strumenti operativi che vadano oltre l’emergenza del momento, permettendo una pianificazione strategica che guardi già al ciclo di programmazione 2028-2034.

Il piano d’azione si articola su tre pilastri fondamentali che promettono di rivoluzionare la governance locale. Il primo è l’Osservatorio permanente, una sorta di “centrale operativa” che monitorerà i bandi comunitari in tempo reale per segnalare agli enti locali le strade più fertili da percorrere. Segue poi l’Albo regionale degli esperti, che fungerà da ponte tra il pubblico e i migliori professionisti del settore, garantendo trasparenza e qualità nella scrittura dei progetti. Infine, il cuore pulsante del progetto: l’Hub di assistenza tecnica. Si tratta di un servizio di accompagnamento totale che prenderà per mano funzionari e amministratori, dalla prima lettura di un bando fino alla complessa fase di rendicontazione finale.

Erigo Pecci, alla guida del Cal Umbria, ha parlato chiaramente di una missione volta a “superare la frammentazione”. L’idea di fondo è che nessun borgo debba essere lasciato solo davanti alla complessità delle procedure europee. Proprio per questo, il progetto non vuole restare un’iniziativa isolata, ma punta a diventare una funzione strutturale della Regione Umbria attraverso una specifica proposta di legge. Questo passaggio legislativo servirebbe a stabilizzare l’ufficio comune, rendendolo una risorsa permanente per tutto il territorio, capace di resistere ai cambi di amministrazione e di garantire continuità ai servizi di supporto.

Il coinvolgimento dell’Assemblea Legislativa, rappresentata dal segretario generale Dante De Paolis, sottolinea la volontà politica di rendere le istituzioni “la casa di tutti”, come auspicato dalla presidente Sarah Bistocchi. La sinergia tra i vari livelli di governo mira a ottimizzare anche l’eredità del Pnrr, cercando di rendere i suoi effetti duraturi nel tempo e non limitati alla scadenza naturale dei fondi straordinari. La fase iniziale del progetto, che si svilupperà tra gennaio e aprile 2026, servirà a definire la cornice metodologica attraverso una cabina di regia e un gruppo di lavoro tecnico-scientifico.

In totale, sono otto le macroazioni previste da “Comuni in Europa 2.0”. Si va dalla creazione di reti di apprendimento tra funzionari alla nascita di vere e proprie comunità di pratica, dove le esperienze di successo possano essere condivise e replicate. Il biennio 2026-2027 sarà cruciale per la co-progettazione di proposte integrate che sappiano valorizzare le peculiarità locali dell’Umbria su scala continentale. In un mondo sempre più interconnesso, Perugia si candida così a diventare la cabina di regia di un’Umbria pronta a competere, a progettare e a vincere la sfida del futuro europeo, come riporta il comunicato di Luana Pioppi – Ufficio comunicazione Anci Umbria.

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