La miniserie riapre le ferite del caso Kercher a Perugia
Patrick Lumumba torna a parlare del caso che lo travolse nel 2007, a margine dell’uscita della serie televisiva The Twisted Tale of Amanda Knox, disponibile dal 20 agosto su Hulu e in Italia su Disney+. L’opera prende spunto dall’autobiografia della giovane americana, Waiting to be Heard: A Memoir by Amanda Knox, pubblicata nel 2013.
L’ex gestore di un pub del centro storico di Perugia, che allora venne coinvolto ingiustamente nell’inchiesta sull’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, ha rinnovato la sua posizione con parole nette. «La Knox in Italia ha trovato l’America, l’Italia le ha dato tutto. Rispetti le sue Istituzioni», ha affermato in un colloquio con l’ANSA.
Lumumba fu arrestato nelle prime fasi delle indagini a seguito delle dichiarazioni di Knox, la quale lo accusò falsamente. Trascorse 14 giorni di carcere, proclamandosi sempre innocente, fino al proscioglimento richiesto dalla Procura che confermò la sua totale estraneità all’omicidio. Knox fu condannata a tre anni di reclusione per calunnia, pena già scontata, ma da quella vicenda l’uomo attende ancora un gesto concreto.
«Da Amanda mi aspetto il risarcimento e la copertura delle spese processuali, come stabilito in via definitiva dalla Cassazione», ha ribadito Lumumba, sottolineando come non sia mai arrivato alcun indennizzo. «Deve rispettare le Istituzioni italiane, cioè quella sentenza».
Interpellato sulla nuova miniserie, Lumumba ha dichiarato di non avere intenzione di guardarla. «Ho altre cose da fare, non so nulla del contenuto, né se vi sarà un riferimento alla mia vicenda», ha spiegato.
La Cassazione, nella sentenza definitiva, sottolineò come Amanda Knox avesse «piena consapevolezza» dell’innocenza di Lumumba, senza tuttavia comunicarlo né agli inquirenti né al giudice nell’udienza di convalida. Per l’uomo, il nodo resta lo stesso da anni: un riconoscimento reale, oltre la narrazione televisiva.

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