Perugia calcio, esodo estate 2023: tutti al Tar

Cambio di guardia al Perugia, Francesco Baldini esonerato, Alessandro Formisano nuovo tecnico

Perugia calcio, esodo estate 2023: tutti al Tar

di Gianluca Drusian
Per un’altra settimana, dopo quella appena trascorsa, si parlerà ancora di ricorsi amministrativi per proseguire poi fino a fine agosto in attesa della decisione del Consiglio di Stato al quale si rivolgeranno quelle parti processuali scontente del giudizio del Tar del Lazio del 2 di agosto.

Parti processuali che, negli ultimi giorni,  sono incredibilmente aumentate dopo che anche la Lega di B, in rappresentanza di tutte le società appartenenti, oltre che la stessa Figc (ricorrente contro se stessa, paradosso dei paradossi), depositando il proprio atto di intervento nel medesimo procedimento, ha mandato un segnale chiaro, preciso, a tutto l’ambiente calcistico e non.

Ma, perché anche la lega, oltre alla Federazione, non vuole riconoscere e validare le istanze formulate dai legali del Perugia calcio e dichiarate legittime dagli stessi organi di giustizia sportiva?

Nei meandri del contenuto di questa domanda si nasconde, probabilmente, la risposta che anche i giudici amministrativi romani, nell’esercizio delle loro facoltà e doveri di imparzialità ed autonomia, dovranno  prendere in considerazione senza lasciarsi condizionare o influenzare da chissà cosa.

Questo perché, come molti addetti ai lavori sostengono, le ragioni della società Lecco, da un punto di vista del rispetto delle normative federali violate e contestate, non stanno né in cielo né in terra (come tra l’altro giudicato dal Collegio di Garanzia del Coni).

Il Lecco, i suoi dirigenti, la sua segreteria, non poteva non sapere e  non conoscere le regole. Quelle regole in vigore, tra l’altro, ben prima dello svolgersi dei play- off. Regole che, ogni componente di qualsiasi segreteria di una società di calcio dovrebbe conoscere a meno che non voglia arrecare danni a se stesso.

Tuttavia, la campagna mediatica in favore della vittoria sul campo del Lecco in danno delle legittime richieste del Perugia, si è fatta talmente forte che, anche in questo caso, a pensare male non si fa peccato.

C’è qualcosa che, da semplici osservatori esterni, non si riesce a capire. Un qualcosa che, purtroppo, fa minare la sicurezza anche dell’affermazione del diritto sull’ “extra-diritto”, chiamiamolo così (per fare un parallelismo attuale anche la Juventus ha meritato sul campo eppure la Conference League la dovrà  fare la Fiorentina perché sulla società torinese è intervenuta una sanzione comminata degli organi sportivi internazionali per violazioni delle normative. Anche la società juventina, quindi, da più amata è diventata la più tartassata e per niente tutelata da tv e giornali).

Può essere che Santopadre abbia fatto “le scarpe” a qualcuno? Può essere che, in passato, anche dentro ai piani alti del Palazzo, ci sia stato qualche comportamento sbagliato da parte della società perugina (o sennò di chi?) che ha causato un “prima o poi te la faccio pagare”? Può essere che, anche dentro la Federazione, ci sia una resa dei conti tra alte autorità nella quale contesa il Perugia calcio si sia schierato dalla parte, per così dire, sbagliata?

Inspiegabile davvero è stata la presa di posizione salvifica nei confronti di una squadra che ha vinto sul campo (pur se a Foggia si sono lamentati sia i tifosi che gli addetti ai lavori della scelta arbitrale della finale play-off in quanto designato un fischietto della sezione di Bergamo ma che sembra avesse legami natali con Lecco) e di un presidente improvvisamente diventato “simpatico” anche per il suo accento tipicamente subalpino ed il suo modo colorito di esprimersi, manifestata in maniera veemente ed  assolutamente a senso unico da parte di commentatori, giornalisti televisiovi e della carta stampata.

Eppure la stessa Federazione avrebbe potuto mettere fine alla questione nella riunione del 27 luglio scorso. Sarebbe bastato allargare il campionato a 21 squadre ma, sempre quel qualcuno o qualcosa , non sarebbe stato contento ed avrebbe espresso il suo “niet”.

Perugia non merita più di stare in serie B? Perugia o la società del Perugia?

Intanto la squadra, agli ordini di mister Baldini F. (per non confonderlo con Baldini Silvio, conterraneo e forse anche parente), inizierà il ritiro il primo agosto a Pieve Santo Stefano.

Una squadra che raggiungerà la Toscana con alcuni giocatori della rosa dello scorso anno che sono già andati via e, probabilmente, altri che aspetteranno la decisione dei giudici per capire se restare o andare anche loro.

E che allenamenti può fare o programmare Baldini? Il neo tecnico del Perugia, ad oggi, non sembra poter lavorare nelle migliori condizioni. Ed anche il lavoro del giovane e neo direttore sportivo (ex responsabile del settore giovanile, è bene sempre ricordarrlo perchè lo stesso Giugliarelli lo ha tenuto a sottolineare in più occasioni) non sembra prefigurarsi come facile.

Qualora il ds dovrà andare alla ricerca di almeno una decina di giocatori (basandosi sul budget messo a disposizione dal presidente e da vedere se buoni per la B o per la C, in questo caso occorre aprire un’ulteriore parentesi in quanto il Perugia dovrà probabilmente far quadrare il proprio monte ingaggi nel rispetto di quanto previsto per la terza serie e corrispondere ad un indicatore di liquidità appositamente creato oppure dovrà garantire con fideiussione tale sforzo e “foramento” economico nei confronti della Lega- pro) potrà contare ancora su qualche società “amica” nella cadetteria?

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*