Ordinanza Tesei e calcio, presidente Repace non ci sta e invita a rivedere diposizioni

non risulta più possibile accettare una situazione di totale immobilizzazione

 
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Luigi Repace dà mandato ai suoi legali per difendere Lnd Umbria

Ordinanza Tesei e calcio, presidente Repace non ci sta e invita a rivedere diposizioni

«Nella doverosa premessa che lo scrivente Comitato Regionale Umbria ha sempre mostrato massima disponibilità e comprensione nel condividere quelle che sono state le delibere assunte dalla Regione Umbria in materia di limitazioni del rischio del contagio da Covid — 19 in relazione all’attività sportiva sul territorio, ad oggi non risulta più possibile accettare una situazione di totale immobilizzazione dello sport a livello regionale, motivo per cui si invita a voler svolgere un’attenta valutazione ed analisi dei rischi connessi a tale decisione».

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Sono le parole del presidente della Lega Nazionale Dilettanti di calcio dell’Umbria, Luigi Repace che, all’indomani della pubblicazione dell’Ordinanza Tesei ha deciso di scrivere alla presidente dell’Umbria.

Nella missiva Repace fa riferimento, appunto, al documento uscito ieri e pubblicato anche dalla redazione di umbriajournal.

«Gent.ma Presidente – scrive – risale alla giornata di ieri, Venerdì 22 Gennaio 2021, la pubblicazione dell’Ordinanza Regionale n. 7, con cui, all’Art. 3, viene ribadita la sospensione, fino alla data del 13 Febbraio 2021, de “..lo svolgimento degli allenamenti e preparazione atletica anche in forma individuale sia al chiuso che in spazi aperti, limitatamente agli atleti di età inferiore ai 18 anni che militano nelle società e nelle associazioni dilettantistiche ed amatoriali degli sport di squadra e di contatto come individuati con provvedimento del Ministro dello Sport del 13 ottobre 2020 e partecipanti a gare e competizioni riconosciute di interesse regionale, provinciale o locale dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paraolimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva”».

Repace, proprio su questo punto, ha da ridire con: «Si evidenzia, infatti, come il persistere della situazione di interruzione forzata del calcio in Umbria determinerà gravi conseguenze sia a livello fisico, ma soprattutto a livello psicologico sui nostri giovani, già fortemente condizionati dall’isolamento di cui sono stati vittime nel corso della crisi pandemica».

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