Il Perugia? Riparte con una vittoria in Coppa Italia
di Gianluca Drusian
Il Perugia targato Faroni-Meluso-Cangelosi (il “FA-ME-CA”) inizia con una vittoria casalinga il cammino in Coppa Italia di categoria battendo ai calci di rigore per 5 a 4 (la partita regolamentare era terminata 0 a 0) un volenteroso Pontedera.
E’ bene subito commentare come la cronaca della gara ha visto come migliore assoluto in campo Gemello, numero uno biancorosso il quale ha letteralmente salvato la propria porta e, quindi , il risultato finale con ben quattro parate miracolose durante i primi 90 minuti di gioco e con la parata risolutiva sul primo dei rigori battuti dagli avversari toscani.
Avversari che, quindi, nonostante una buona gara anche se a tratti fallosa si sono nuovamente dimostrati all’altezza di recitare un ruolo da protagonista anche nella prossima stagione che si appresta ad iniziare così come lo sono stati non più di due mesi fa riuscendo a partecipare anche al primo turno dei play-off di categoria cosa poi non riuscita alla squadra di Cangelosi.
Sono passati pochi mesi dalla scorsa stagione, quindi, ma il valore tecnico delle due squadre non è sembrato essere molto cambiato e, questo, per la tifoseria biancorossa non può essere un valido motivo per restare ottimisti sul futuro e sulla possibilità di poter vedere il Perugia lottare per i primi posti.
Il calcio d’estate, è vero che si dice sempre essere non veritiero perché ancora tutto può succedere a livello di mercato tuttavia, la squadra biancorossa, non sembra essersi rinforzata nei reparti nei quali si dice che si debba fare la differenza: centrocampo ed attacco.
E’ vero che l’assetto della squadra è apparso differente con una maggiore richiesta di partecipazione all’attacco di giocatori provenienti da ogni reparto ma, un po’ per la stanchezza da preparazione ed un po’ per ancora poche partite disputate per i titolari sulle spalle, il Perugia è difficile poter dire che sia apparso tremendamente differente da quello abulico, stanco e troppo alla ricerca delle posizioni richieste dagli allenatori e, quindi, privo di fantasia e carattere.
Ma i giocatori sono sempre quelli, in molti osservavano sulle tribune quindi che le cose si potessero cambiare in un batter baleno sarebbe stata semplice utopia.
Chissà se, il ds Meluso, tra l’altro espulso dalla panchina per un gesto di reazione manifestato nei confronti del direttore di gara reo di non aver ammonito e, quindi, espulso un giocatore avversario avrà avuto, dalla gradinata dove si è dovuto sistemare si sia definitivamente reso conto di quanto ci sia ancora e presto da fare.
Se il portiere Gemello non avesse salvato il risultato in almeno due occasioni clamorose nel primo tempo con entrambi tuffi e mano destra a deviare la palla sull’esterno su tiri dell’ex Polizzi e Ladinetti il Perugia si sarebbe trovato a dover rincorrere già alla fine della prima frazione di gioco e chissà come avrebbe digerito tale risultato il pubblico perugino presente, non in gran numero ma comunque presente nonostante un acquazzone estivo che ha disturbato molto tutto e tutti.
Nel vedere le difficoltà evidenziate, il tecnico Cangelosi, all’inizio della ripresa ha dovuto effettuare un paio di cambi (Yabrè al posto di Giraudo e Kanoutè per Bacchin) i quali hanno inizialmente avuto buoni effetti quanto a partecipazione sugli esterni avanzati per poi operare altre sostituzioni che sono servite per poter reggere la corsa e la pericolosità che il Pontedera ha continuato a dimostrare pur se in fase di ripartenza.
Soprattutto al 74 ed al 75’ il portiere Gemello si è dovuto ancora superare con due interventi davvero miracolosi.
Per il Perugia le uniche azioni concluse con tiri verso la porta hanno visto protagonisti prima Montevago al 56 poi Kanoutè e per finire Broh ma ogni tentativo è finito con la palla uscire di poco senza che il portiere ospite ci potesse mettere uno zampino.
Alla fine, comunque, la vittoria conquistata grazie a cinque rigori tutti messi a segno da Matos,Riccardi, Yabre,Broh e Joselito (buona la prova del giovane centrocampista in fase di possesso palla) ha fatto contenti un po’ tutti forse meno la società ed il presidente Faroni che, se vorrà rendere davvero competitiva la rosa dovrà portare a casa nomi (almeno cinque tra centrocampo, esterni di attacco e centravanti) dalla tecnica e fama superiore.
Perugia (4-3-3): Gemello; Giunti, Riccardi, Dell’Orco, Giraudo; Tumbarello, Torrasi, Joselito; Bacchin, Montevago, Matos. A disp. Moro, Vinti, Angella, Lewis Nwanege, Yabre, Lickunas, Perugini, Broh, Kanoute, Giardino. All. Cangelosi

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