Al Pisa l’anticipo del venerdì di campionato
di Gianluca Drusian
Il Perugia perde a Pisa meritatamente e si lascia scappare una occasione d’oro per risalire la classifica.
I tre punti lasciati all’Arena Garibaldi fanno male soprattutto per l’atteggiamento sbagliato messo in campo dai Grifoni nel corso del secondo tempo. Seconda frazione di gioco inconcepibilmente non giocata dall’undici biancorosso nonostante certi episodi verificatisi nel corso del primo tempo, erano meravigliosamente girati per il verso giusto.
Nonostante le troppe assenze per infortuni, ben sei (Angella, Di Serio, Ekong, Cancellieri, Olivieri e Rosi) e Dell’Orco e Curado a mezzo servizio con il primo sostituito dopo quindici minuti di gioco, il Perugia chiudeva la prima frazione di gara in vantaggio grazie alla rete su rigore siglata da Casasola e con un Pisa ridotto in dieci uomini a causa dell’espulsione del difensore pisano Hermansoon decretata al 33′.
Non che il Perugia avesse messo in mostra grandi manovre ma, ad onor della cronaca, neanche il Pisa, in tutti i primi quarantacinque minuti, aveva avuto grandi occasioni per segnare se non una rete annullata per fuorigioco per lo più negata ad entrambe le formazioni.
Assoluto protagonista della gara, invece, l’arbitro Santoro il quale, stando alle ripetute contestazioni da parte del pubblico pisano ma anche della panchina neroazzurra, con le sue decisioni, avrebbe sfavorito la formazione locale.
Del nervosismo avversario e del punteggio a proprio favore, il Perugia non ne ha tratto alcun vantaggio rimanendo letteralmente dentro gli spogliatoi e facendo scendere in campo, nella seconda frazione di gioco, le proprie controfigure.
Al 50′ il Pisa perveniva prima al pareggio con Morutan e, al 58′, con un gran tiro da lontano, il centrocampista Marin portava a termine il ribaltone nel punteggio di gara. Da questo momento in poi quel nervosismo, trasformatosi in rabbia e determinazione da parte dei pisani, a sua volta, si impossessava al contrario e negativamente dei Grifoni rivelatisi inspiegabilmente impotenti a qualsiasi reazione.
Neanche il vantaggio di un uomo, riequilibrato al 75′ con l’espulsione di Paz, ha giocato a favore dei perugini. La gestione della palla, le vincenti ripartenze degli ultimi tempi, la velocità nella esecuzione delle giocate e tutto quanto fatto di buono nel corso delle ultime partite sono sembrate un lontano ricordo ed il Perugia (quello del secondo tempo) è riapparso quello spaesato di qualche tempo fa. Pensare che il Pisa, in panchina, è riuscito a tenere fermi giocatori dal nome di Torregrossa, Masucci, Tramoni ma niente da fare. Stasera Di Carmine e compagni non erano sintonizzati nelle giuste frequenze, diciamo così.
Nel proseguio della gara il Pisa aveva anche la possibilità di ampliare il punteggio a proprio favore e sia Gori che gli errori dei locali hanno impedito l’aumentare del divario.
Le giustificazioni, dovute alle assenze, ci sono tutte ma, allora cosa è mancata, la voglia o la forza?
Tra pochi giorni, mercoledì prossimo, ci sarà la possibilità di recuperare di nuovo il terreno perduto nello scontro diretto casalingo contro il Como intanto, però, occorrerà rimarginare al più presto le ferite di questa giornata. Resta il fatto che, a Pisa, ogni volta è una battaglia. Anche questa volta persa. Ma non è persa, in nessun caso, sportivamente parlando, la guerra.
PISA (4-3-1-2): Nicolas, Esteves, Hermannsson, Barba, Beruatto, Tourè, Nagy, Marin, Morutan, Gliozzi, Moreo. A disp: Livieri, Caracciolo, Torregrossa, Sbilli, Mastinu, Zuelli, Gargiulo, Masucci, Tramoni M., De Vitis, Calabresi, Tramoni L. Allenatore D’Angelo
PERUGIA (3-4-2-1): Gori, Sgarbi, Struna, Dell’Orco, Casasola, Bartolomei, Santoro, Paz, Kouan, Luperini, Di Carmine. A disp. Furlan, Abibi, Vulikic, Baldi, Curado, Onishenko, Vulic, Iannoni, Capezzi, Matos, Sulejmani, Seghetti. Allenatore Castori
RETI: 41′ Casasola (rigore); 50′ Morutan; 58′ Marin

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