Pendolari umbri esasperati, trasporti al limite del collasso

Proteste e appelli dopo l’incontro del 21 ottobre alla Camera

Il Comitato Vita da Pendolare Terni torna a lanciare un grido d’allarme sulla crisi del trasporto ferroviario in Umbria, descrivendo una realtà ormai al limite della sopportazione. I pendolari denunciano ritardi sistematici, treni obsoleti e informazioni frammentarie, un quadro che trascende il semplice disagio quotidiano e diventa un problema strutturale per l’intera regione.

Durante l’incontro del 21 ottobre 2025 alla Camera dei Deputati, organizzato dagli onorevoli Pavanelli (M5S) e Ascani (PD) con la presenza dell’assessore ai Trasporti Francesco De Rebotti, sono stati analizzati i nodi principali del sistema ferroviario umbro. Tuttavia, la riunione è stata segnata dall’assenza dei rappresentanti del centrodestra, un’assenza che i pendolari definiscono “pesante” e che alimenta la percezione di un tema lasciato senza interlocutori.

Le analisi raccolte dal Comitato indicano che i ritardi pomeridiani raggiungono punte del 34%, mentre la gestione delle priorità di rete continua a penalizzare i regionali a vantaggio dell’Alta Velocità. Cambi binario imprevisti, partenze differite e convogli fermi in attesa di Frecciarossa sono ormai routine.

L’assenza di trasparenza informativa aggrava la situazione: l’app di Trenitalia non riporta i ritardi reali e le comunicazioni agli utenti risultano inadeguate. Sette anni dopo l’annuncio dei dodici nuovi ETR 108, nessuno è ancora operativo, e la delibera ART resta sospesa, lasciando i pendolari senza garanzie sulla tutela dei treni regionali veloci.

Sul piano economico, abbonamenti più cari e rimborsi quasi inesistenti accentuano il malcontento. Le pratiche di rimborso risultano tortuose e spesso prive di esito, mentre la Carta Tutto Treno perde efficacia e convenienza.

La conseguenza è una regione progressivamente isolata, penalizzata in termini di lavoro, studio e turismo. Il Comitato sottolinea che la mobilità non è un lusso, ma un diritto essenziale: “Senza collegamenti affidabili – spiegano – l’Umbria resta ai margini dello sviluppo”.

I pendolari chiedono interventi concreti, non nuovi tavoli di confronto: investimenti mirati, controlli sulle penali contrattuali e una pianificazione che restituisca dignità al trasporto pubblico. La speranza, dichiarano, è che le istituzioni comprendano che il tempo delle promesse è scaduto e che cento chilometri non possono più sembrare trecento.

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