Papa Francesco incontra in Vaticano i ragazzi del Serafico 📸 FOTO

Papa Francesco incontra in vaticano i ragazzi del Serafico

Papa Francesco incontra in Vaticano i ragazzi del Serafico

“Ogni persona umana è preziosa, ha un valore che non dipende da quello che ha o dalle sue abilità, ma dal semplice fatto che è persona, immagine di Dio”. Lo dice Papa Francesco nel suo discorso all’Istituto Serafico di Assisi, che quest’anno celebra il 150esimo anniversario di fondazione, ricevuto in udienza.


Fonte: Vatican News
Articolo di Tiziana Campisi


A Roma nell’Aula Paolo VI si sono ritrovati insieme una rappresentanza dei ragazzi assistiti dal Serafico, i loro genitori, dipendenti, volontari, sostenitori, i Padri Rogazionisti, le suore Elisabettine Bigie, monsignor Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi, e i francescani del Sacro Convento. Ad accogliere il Pontefice un lungo applauso e il saluto della presidente del Serafico Francesca Di Maolo.



Il Pontefice rimarca che “se la disabilità o la malattia rendono la vita più difficile, questa non è meno degna di essere vissuta, e vissuta fino in fondo”: È importante guardare al disabile come a uno di noi, che deve stare al centro della nostra cura e della nostra premura, e anche al centro dell’attenzione di tutti e della politica. È un obiettivo di civiltà. Adottando questo principio, ci si accorge che la persona con disabilità non solo riceve, ma dà. Prendersene cura non è un gesto a senso unico, ma uno scambio di doni.

A precedere le parole del Pontefice il saluto della presidente del Serafico di Assisi Francesca Di Maolo, che ha definito i 150 anni dell’Istituto “un viaggio in mare aperto, spinti dall’amore sulla via della fraternità”. “La nostra missione a volte stride con la cultura dominante – ha aggiunto -. In tempi di crisi economica, a causa delle ristrettezze delle risorse, l’accesso ai servizi sanitari viene garantito in base ai risultati di salute che possono generare. È in atto una pericolosa deriva culturale, secondo cui ‘l’inguaribile è incurabile’ – ha proseguito -. Questa conclusione è aberrante: dell’inguaribile ci si può sempre prendere cura! Accanto ai nostri ragazzi abbiamo imparato che anche in un corpo immobile c’è un’anima capace di volare se c’è qualcuno al suo fianco”.

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