Gay-Pride a Perugia, Popolo della Famiglia: “La pazienza è finita, pronti a denunciare”

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Il manifesto del 2017

Gay-Pride a Perugia, Popolo della Famiglia: “La pazienza è finita, pronti a denunciare”

Abbiamo bene in mente quello che gli attivisti e gli organizzatori di queste colorate manifestazioni hanno permesso ed attuato nel corso degli anni. Ricordiamo bene quella festa in un locale a Bologna nel 2015 dove tre uomini travestiti da Gesù mimavano oscene pratiche sessuali con una grossa croce.

Non possiamo non ricordare che a Perugia, nel 2017, l’associazione Omphalos pubblicizzava l’evento con un manifesto con tanto di Madonna in stile trans. Non dimentichiamo che nel 2021, al Roma-pride, un giovane in corteo si è travestito da Cristo gay arcobaleno e che a Cremona, solo qualche giorno fa, si è consumata l’ultima provocazione in cui è stata scimmiottata una processione religiosa con tanto di statua di una Madonna a seni nudi.

Sembra che non sia possibile avere eventi o esibizioni pride senza la consueta dose di irrisione del sacro, con il palese intento di esasperare ed offendere la cultura cristiana ed i cristiani.

Come Popolo della Famiglia Umbria, associazione politica di ispirazione cristiana, qualora vengano posti in essere comportamenti penalmente rilevanti, siamo pronti a costituirci parte civile contro gli organizzatori di questa manifestazione e contro ogni singola persona che si permetterà di irridere quanto di più sacro esiste per molti di noi e per la Chiesa: il Signore Gesù e la Madonna.

In questo stesso giorno, ancora una volta fiduciosi nel rapido intervento delle autorità locali, abbiamo ufficialmente notificato a mezzo PEC alla questura di Perugia ed alla Polizia municipale una esplicita richiesta di vigilare con attenzione sui contenuti della manifestazione programmata per il 25 giugno e di attivare con tempestività le giuste misure per mettere in atto quanto previsto dagli Art. 403, 404 e 724 del codice penale.

Fonte: Popolo della Famiglia Umbria

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