Approvato il riparto 2026 tra le 12 Zone sociali di Perugia
La delibera e le risorse stanziate
La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato, il 10 giugno 2026 a Perugia, il riparto di 180mila euro destinati al sostegno economico delle famiglie numerose per l’anno in corso. Il provvedimento riguarda i nuclei familiari con almeno quattro figli conviventi e si fonda sull’articolo 300 bis della legge regionale del 9 aprile 2015. La misura si inserisce organicamente nel sistema di welfare territoriale promosso dalla Regione, con l’obiettivo di riconoscere il valore sociale ed educativo che le famiglie più ampie esprimono all’interno della comunità umbra.
Le risorse saranno distribuite tra le 12 Zone sociali presenti sul territorio regionale. Il criterio adottato per la ripartizione è duplice: la metà dell’importo complessivo sarà assegnata proporzionalmente al numero di famiglie numerose presenti in ciascuna zona, mentre l’altra metà terrà conto della popolazione residente. Questo meccanismo mira a garantire un equilibrio tra le esigenze demografiche locali e la consistenza effettiva della domanda.
Le parole della presidente Proietti
La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha commentato il provvedimento sottolineando come il sostegno a questi nuclei rappresenti un investimento strategico per l’intera collettività regionale. Proietti ha evidenziato che, nonostante le risorse disponibili non riescano a coprire integralmente le richieste pervenute negli anni precedenti, l’amministrazione intende garantire equità e trasparenza nella distribuzione dei fondi. La titolare della delega alle politiche familiari ha inoltre ribadito l’intenzione di valorizzare i territori che registrano una domanda più elevata, tenendo conto dei bisogni reali delle famiglie umbre. Il benessere dei minori e dei giovani, ha concluso Proietti, costituisce il fondamento di una società più coesa e solidale.
Chi può accedere al contributo
I requisiti per accedere al beneficio sono definiti con precisione dalla normativa regionale. Il nucleo familiare deve avere almeno quattro figli conviventi, di cui almeno uno di età inferiore ai diciotto anni e tutti al di sotto dei ventisei anni. È inoltre richiesta la residenza continuativa in Umbria da non meno di cinque anni. Sul fronte economico, l’ISEE del nucleo non deve superare i 36.000 euro. Per i cittadini extracomunitari è necessario essere in possesso di un regolare permesso di soggiorno.
Le modalità di erogazione
Il trasferimento delle risorse alle Zone sociali avviene in due fasi distinte. Una prima tranche, pari al 20% del totale assegnato a ciascuna zona, sarà erogata subito dopo la pubblicazione dell’avviso zonale. Il restante 80% sarà invece trasferito a seguito dell’approvazione delle graduatorie definitive. Questo schema garantisce, da un lato, la tempestività dell’avvio delle procedure locali e, dall’altro, una distribuzione finale calibrata sulle domande effettivamente ammesse.
Il contesto delle politiche familiari regionali
Il provvedimento approvato il 10 giugno si inserisce in un quadro più ampio di misure adottate dalla Regione Umbria a favore delle famiglie nel corso del 2026. Nei mesi precedenti, la Giunta aveva già deliberato contributi per i nuovi nati nell’ambito del programma “Umbria per la vita” e stanziato 2,5 milioni di euro per i centri estivi, a valere sul Fondo Sociale Europeo Plus. Il filo conduttore di questi interventi è la costruzione di un sistema di welfare strutturato, capace di accompagnare le famiglie nelle diverse fasi del ciclo di vita, dalla nascita dei figli fino alla loro maggiore età.
L’impegno a favore delle famiglie numerose, in particolare, risponde a una tendenza demografica che interessa l’intera regione. Il calo della natalità e la progressiva riduzione della dimensione media dei nuclei familiari rendono ancora più significativo ogni strumento di riconoscimento e supporto rivolto ai nuclei con più figli. La Regione Umbria, attraverso questo tipo di misure, intende contrastare il fenomeno e rafforzare la coesione sociale su tutto il territorio.

Non è difficile immaginare a quali famiglie andrà il sostegno economico. Basta ricordare come è andata con il “Reddito di cittadinanza”.