Cinque milioni per cultura e socialità a Perugia
e Aree interne tornano al centro dell’agenda politica regionale. La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato all’unanimità l’integrazione della programmazione finanziaria legata all’azione 4.6.1 del Fesr 2021-2027, destinando 5,4 milioni di euro a progetti di rigenerazione e rilancio dei luoghi della socialità e della cultura.
La misura punta a recuperare e valorizzare spazi pubblici o ad uso pubblico con finalità culturali e sociali, rafforzando la rete territoriale e contrastando il progressivo svuotamento dei piccoli centri.
Risorse integrate per la rigenerazione
Il nuovo stanziamento nasce da una combinazione di fondi europei, statali e regionali. Nel dettaglio, 540mila euro provengono da risorse comunitarie, oltre 3,4 milioni da fondi nazionali e quasi 1,5 milioni dal bilancio regionale. Un’architettura finanziaria che consente di ampliare la portata degli interventi e di rendere più incisiva l’azione sul territorio.
L’obiettivo è duplice. Da un lato, riqualificare immobili e spazi simbolici per le comunità locali. Dall’altro, sostenere percorsi di inclusione sociale attraverso la cultura, favorendo la partecipazione attiva e il coinvolgimento del terzo settore.
Cultura e innovazione come leva di sviluppo
Secondo quanto evidenziato dall’assessore regionale Simona Meloni, l’approvazione della delibera segna un passaggio strategico per il futuro dell’Umbria. Il Fesr 2021-2027 viene indicato come uno strumento determinante per promuovere innovazione, sostenibilità e coesione sociale.
La riqualificazione dei luoghi della cultura non è intesa solo come intervento edilizio. È una scelta di visione. Recuperare teatri, centri civici, biblioteche e spazi aggregativi significa rafforzare il senso di appartenenza e creare nuove occasioni di crescita economica e sociale.
L’integrazione tra offerta culturale istituzionale e contributo del settore non profit rappresenta uno dei cardini dell’impianto progettuale. La collaborazione tra pubblico e privato sociale è considerata essenziale per dare continuità alle attività e rendere vivi gli spazi rigenerati.
Contrasto allo spopolamento
Le Aree interne umbre soffrono da anni un calo demografico costante, con giovani e famiglie attratti dai poli urbani maggiori. Investire in cultura e qualità della vita diventa quindi una leva concreta per invertire la tendenza.
Gli interventi finanziati mirano a rendere i territori più attrattivi, migliorando servizi, opportunità culturali e occasioni di socialità. La riqualificazione degli spazi pubblici si inserisce in una strategia più ampia di sviluppo sostenibile, orientata a rafforzare la competitività locale senza snaturare l’identità dei luoghi.
La Giunta regionale sottolinea come l’investimento approvato rappresenti un segnale di attenzione verso comunità spesso marginalizzate, ma ricche di patrimonio storico e culturale. La valorizzazione di questi asset viene considerata una condizione essenziale per generare nuove economie e consolidare la coesione territoriale.
Con l’integrazione della programmazione finanziaria, l’Umbria consolida così il proprio percorso nell’ambito del Fesr 2021-2027, trasformando le risorse disponibili in progetti concreti per la rigenerazione e la vitalità delle Aree interne. Un passaggio operativo che punta a tradurre la pianificazione in cantieri, attività e servizi capaci di incidere in modo diretto sulla qualità della vita delle comunità locali.

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