Oratori, opposizione attacca: bando regionale azzerato del tutto

Oratori, opposizione attacca: bando regionale azzerato del tutto

Scontro sui fondi, accuse alla Giunta per nuovo iter oratori

L’opposizione in Consiglio regionale dell’Umbria attacca la Giunta guidata dalla presidente Stefania Proietti sulla gestione del bando destinato agli interventi di riqualificazione degli oratori. Al centro della contestazione vi è la decisione contenuta nella deliberazione della Giunta regionale n. 676 del 24 giugno 2026 che, secondo i consiglieri firmatari della nota, comporterebbe l’annullamento del precedente percorso amministrativo avviato dalla precedente amministrazione regionale, imponendo a parrocchie e istituti religiosi di ripresentare le domande.

La presa di posizione è sottoscritta da Donatella Tesei ed Enrico Melasecche della Lega, Paola Agabiti, Eleonora Pace e Matteo Giambartolomei di Fratelli d’Italia, Andrea Romizi e Laura Pernazza di Forza Italia e Nilo Arcudi del gruppo Tp/Uc.

Le critiche alla conferenza stampa della Giunta

Secondo i consiglieri di opposizione, la conferenza stampa convocata dalla Giunta regionale sarebbe stata una risposta alle contestazioni avanzate nei giorni precedenti sui ritardi nell’attivazione dei finanziamenti destinati agli oratori. Nella loro ricostruzione, l’iniziativa istituzionale avrebbe presentato come risultato dell’attuale amministrazione un percorso che, invece, avrebbe avuto origine durante la legislatura precedente grazie a fondi statali.

Gli esponenti dell’opposizione sostengono che la comunicazione della presidente Stefania Proietti avrebbe omesso il lavoro amministrativo già svolto dalla precedente Giunta regionale, attribuendo all’attuale esecutivo risultati derivanti da risorse rese disponibili dal Governo nazionale e da procedure già avviate.

Il precedente bando del 2024

Nella nota viene ricordato come nel 2024 la Regione Umbria, allora amministrata dal centrodestra, avesse promosso per la prima volta un avviso pubblico dedicato agli oratori, mettendo a disposizione risorse regionali per finanziare interventi di riqualificazione rivolti a parrocchie e istituti religiosi.

L’iniziativa, spiegano i consiglieri, nasceva dalla volontà di sostenere realtà considerate fondamentali sotto il profilo educativo, sociale e aggregativo per bambini, adolescenti e famiglie presenti nei territori umbri.

Secondo l’opposizione, dopo l’insediamento della nuova amministrazione regionale sarebbe seguito un lungo periodo privo di sviluppi concreti sul procedimento, con conseguenze di incertezza per gli enti che avevano aderito al bando.

La contestazione sulla procedura amministrativa

Il punto centrale delle contestazioni riguarda la scelta della Giunta regionale di annullare il precedente iter amministrativo per utilizzare esclusivamente i quattro milioni di euro provenienti dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, risorse statali destinate agli interventi sugli oratori.

Per i consiglieri di minoranza, questa decisione comporterebbe l’azzeramento del procedimento precedente attraverso un annullamento in autotutela ritenuto non giustificato e adottato, secondo la loro interpretazione, oltre i termini previsti dalla normativa.

Sempre secondo quanto sostenuto nella nota, tale scelta inciderebbe anche sulle posizioni maturate dai soggetti che avevano partecipato al primo avviso pubblico, senza che gli stessi siano stati coinvolti nel procedimento amministrativo.

Le conseguenze per parrocchie e partecipanti

L’opposizione evidenzia che numerosi sacerdoti, volontari e professionisti avevano già predisposto progetti tecnici e documentazione per partecipare al bando originario.

Con il nuovo iter, affermano i consiglieri, tutto il lavoro svolto rischierebbe di perdere efficacia, costringendo le parrocchie a predisporre nuovamente le pratiche necessarie per concorrere ai finanziamenti.

Nella nota viene inoltre annunciata l’intenzione di intraprendere tutte le iniziative di tutela ritenute opportune nei confronti dell’atto amministrativo approvato dalla Giunta regionale.

La proposta avanzata dall’opposizione

I consiglieri illustrano anche quella che, a loro giudizio, sarebbe stata una soluzione alternativa. Secondo la ricostruzione contenuta nel documento, sarebbe stato possibile mantenere valido il procedimento già avviato sostituendo semplicemente la fonte del finanziamento, passando dalle risorse regionali inizialmente previste ai fondi del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione.

Una scelta di questo tipo, sostengono, avrebbe consentito di preservare le graduatorie già formate, i progetti presentati e i diritti maturati dai partecipanti, evitando ulteriori ritardi nell’assegnazione dei contributi.

L’opposizione ritiene inoltre che tale soluzione avrebbe garantito continuità amministrativa senza compromettere il lavoro già svolto dagli uffici e dai soggetti coinvolti.

Il tema delle risorse economiche

Nel documento diffuso viene affrontata anche la questione delle coperture finanziarie. I consiglieri affermano che la Regione avrebbe potuto incrementare il plafond destinato agli oratori sommando le risorse del proprio bilancio ai quattro milioni di euro messi a disposizione dal Governo.

Secondo questa impostazione, l’integrazione dei fondi avrebbe consentito di finanziare un numero maggiore di interventi e offrire risposte a ulteriori richieste provenienti dai territori.

L’opposizione sostiene invece che la nuova programmazione utilizzi esclusivamente le risorse statali senza prevedere ulteriori stanziamenti regionali.

Le accuse politiche alla maggioranza

Nella parte conclusiva della nota i consiglieri di opposizione accusano la Giunta regionale di privilegiare gli aspetti comunicativi rispetto alla rapidità dell’azione amministrativa.

Secondo la loro valutazione, la scelta di riaprire completamente il procedimento allungherebbe inevitabilmente i tempi necessari per arrivare all’assegnazione dei contributi e costringerebbe le parrocchie a ripetere l’intero iter burocratico.

Viene inoltre evidenziato il rischio che, nel periodo trascorso tra il primo e il nuovo bando, possano essere cambiati requisiti o condizioni utili per la partecipazione, con possibili ripercussioni per alcuni soggetti che avevano già presentato domanda.

La nota si conclude ribadendo la richiesta di una gestione amministrativa che, secondo i firmatari, tuteli il lavoro già svolto dagli enti coinvolti e consenta di accelerare l’erogazione dei finanziamenti destinati agli oratori umbri.

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