Pronto il calendario della riapertura della Presidente Donatella Tesei

 
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Presidente Tesei firma ordinanza ecco le nuove disposizioni contrasto Covid-19

Pronto il calendario della riapertura della Presidente Donatella Tesei

“Abbiamo inviato ai Ministri Boccia e Speranza, dopo averla illustrata durante l’incontro tra i Presidenti di Regione, la nostra proposta di programma di riaperture delle varie attività commerciali e produttive in Umbria tenendo conto dell’attuale situazione dei contagi nel nostro territorio congiuntamente alle esigenze del tessuto economico”. È quanto afferma la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei.  “Il documento, che ha visto il parere favorevole del Comitato Tecnico Scientifico dell’Università degli Studi di Perugia, contiene, oltre che il cronoprogramma, anche le misure di sicurezza sanitarie che riguardano sia i lavoratori che gli avventori delle varie attività. Abbiamo optato per la strada istituzionale del dialogo con il Governo, nella speranza che tale scelta venga apprezzata e che la nostra proposta possa essere accolta, pronti, ovviamente, a monitorare le conseguenze sanitarie che ne possono derivare ed eventualmente a procedere con modifiche e sospensioni del piano stesso”.

Il documento redatto dalla Regione Umbria prende in considerazione la maggior parte delle attività economiche per le quali nell’ultimo DPCM non viene presentato alcun cronoprogramma. La presidente Tesei ha inoltre sollecitato il Governo a prendere decisioni celeri su numerosi temi come: attività sportive ed economiche connesse, formazione, fornitura mascherine per i cittadini, centri estivi, mobilità privata e tutti i temi di sostegno economico alle attività di imprese e famiglie, con particolare riferimento al sostegno nell’affido dei minori per i genitori impegnati in attività lavorative.

Bozza Umbria di programma regionale per il riavvio delle attività economiche e produttive attualmente sospese

 27 aprile 2020

Il DPCM 26 aprile segna l’avvio della cosiddetta fase 2 nella quale si assiste alla ripresa di parte delle attività produttive che in forza di precedenti decreti avevano sospeso le attività, ma non presenta un cronoprogramma che le contempli tutte, neanche in tempi differiti.

L’applicazione di tali disposizioni lascia ampi margini di dubbio relativamente all’impatto ed agli effetti sul sistema produttivo umbro complessivamente considerato.

Invero il rischio di una sospensione prolungata di molte altre attività economiche non contemplate nel decreto, che appaiono dimenticate e ad oggi non coperte per decreto da adeguati ammortizzatori sociali,potrebbe mettere in forse la tenuta di decine di migliaia di attività economiche e professionali che, con i relativi lavoratori, rappresentano invece il tessuto connettivo dell’economia regionale.

Con la pubblicazione del decreto legge 25 marzo 2019 n. 19 le Regioni sono impossibilitate a gestire situazioni particolarimediante ordinanze proprie. E’ infatti prevista solo la possibilità di restringere, ma non di ampliare le attività permesse. Atti che andassero in direzione contraria espongono al rischio di impugnative o comunque ad essere ritenuti provvedimenti inefficaci, con le conseguenti sanzioni comminabili alle imprese per lo svolgimento di attività produttive non consentite.

L’Umbria da settimane si sta caratterizzando come una regione in cui tutti gli indicatori indicano un declino della curva epidemica. Le ipotesi formulate nel presente documento saranno quindi oggetto di attento monitoraggio prevedendo che, in particolare, al raggiungimento di un indice di contagiosità R-t pari a 1 si possa procedere allasospensione del piano di riapertura anche in esito alla continua verifica da parte delcomitato scientifico regionale da tempo insediato.

Ci si proponequindi di rappresentare in sede di Conferenza delle Regioni un’ipotesi di cronoprogramma di riaperture per tutte quelle attività caratterizzate da Codici Ateco non ricompresi nelle Sezioni/Divisioni elencate nell’Allegato 1,2, e 3 del DPCM 26 aprile 2020 .

Dalle analisi effettuate a livello regionale, (Servizio Controllo strategico e ufficio regionale di statistica sulla base dei dati della rilevazione ISTAT 2017), emerge che 42.094 imprese umbre, cioè il 63% del totale, sono a basso rischio, il 18,6% presentano un livello medio basso, l’11,5% medio-alto e il 6% alto.

Nelle imprese a basso rischio sono impiegate 142.658 persone, cioè il 61% del totale.

In quelle a rischio medio basso risultano 51.171 addetti (22%).

Per quanto riguarda invece il livello di aggregazione sociale, parametro che fornisce un’indicazione a proposito dell’affollamento, una impresa su due è in classe 1, cioè presenta un minimo livello di affollamento; il 33% è in classe 2, il 16,5% in classe 3 e solo l’1,3% in classe 4.

Nelle realtà comprese in classe 1 lavorano oltre 107 mila persone, 80 mila in quella 2, 41 mila in quella 3 e solo poco più di duemila in quella a più elevato rischio.

Sulla base di quanto sopra lo scenario – piuttosto rassicurante sul fronte del livello di rischiosità delle attività realizzate in Umbria – si accompagna ad una prospettiva economica particolarmente compromessa.

Infatti le analisi fornite da CERVED sulla prospettiva di riduzione dei ricavi/fatturati per le imprese per il biennio 2020-2021 per gli oltre 200 settori dell’economia italiana e per le singole regioni, forniscono scenari preoccupanti per la nostra Regione. In quello soft, in Umbria la perdita di fatturato delle società di capitali si attesterebbe a quota 1,8 miliardi di euro, in termini percentuali il 5,8% in meno rispetto al 2019. Nel 2021 si prevede una perdita di 300 milioni di euro che sommata al 2020 porterebbe a una perdita di 2,1 miliardi nel biennio 2020-2021, lo scenario hard prevede per l’Umbria una perdita di fatturato per le imprese pari a 3,8 miliardi di euro nel 2020 e 1,7 miliardi nel 2021.

La proposta che segue premette e mette in priorità le attenzioni alla tutela della salute dei lavoratori e dei datori di lavoro, maassume come indispensabile nella proposta al Governo la individuazione di una calendarizzazione della riapertura delle attività economiche regionali sulla base delle seguenti premesse:

  • L’Umbria, come altre regioni presenta da alcune settimane un indice R0 (Indice di contagiosità) estremamente basso differenziandosi in tal senso da altre realtà territoriali
  • Il sistema sanitario regionale è in grado di monitorare e trattare in maniera coerente l’evoluzione della situazione sanitaria grazie ad una importante attività di coordinamento ed indirizzo della Regione e dell’Università e ad una capillare presenza di strutture territoriali che garantiscono immediata capacità di risposta in caso di recrudescenza di casi di contagio
  • Il Governo tramite il Commissario Arcuri ha assicuratocategoricamente e pubblicamente una massiccia capacità di risposta in termini di supporto e fornitura di dispositivi di protezione che potranno essere reperiti o destinati alla popolazione regionale
  • Le imprese e più in generale le attività produttive saranno chiamate a realizzare e porre in essere tutte le prescrizioni delle autorità sanitarie legate alla capacità di operare in sicurezza,sia con riferimento al personale dipendente, oltre che ai lavoratori autonomi, sia con riferimento alla fruizione da parte dei cittadini dei servizi commerciali e produttivi.In particolare si raccomanda comunque l’adozione delle linee guidaregionali per la sicurezza delle riaperture, già condivise con le parti sociali:
  • Mascherine chirurgiche e guanti in nitrile come dpi minimo per tutti

i lavoratori di qualsiasi azienda (salvo necessità dpi superiori)

  • Test sierologici per pre-screening di riapertura e poi di conferma a

15 gg (con comunicazione dei positivi alla ASL per isolamento domiciliare precauzionale immediato in attesa di conferma di tampone rinofaringeo

classico)

  • Misurazione della temperatura con termoscan in ingresso ed uscita da

lavoro, con obbligo di tornare o restare a casa il giorno seguente se la temperatura è >37,5

  • Impostazione di nuova metodica lavoro e di adeguato piano sanitario

(sanificazione preventiva e quotidiana, distanziamenti necessari, gestione degli spazi comuni etc)

  • Accordo sindacale da realizzarsi con le organizzazioni confederali e di categoria maggiormente rappresentative sull’intero pacchetto di misure di riapertura

Tutto ciò premesso si ritiene quindi di proporre al Governo il seguente cronoprogramma di riapertura scaglionato di attività non ricomprese nel DPCM 26/04/2020, premettendo che – oltre alla raccomandazione delle sopracitate linee guida regionali per imprese e lavoratori –anche ogni cliente dovrà indossare la mascherina e dovranno essere rese disponibili soluzioni igienizzanti per le mani all’interno di tutti i locali:

  1. 4 maggio Servizi di cura animali da compagnia

Si ritiene di proporre la riapertura delle attività volte ai servizi di cura degli animali da compagnia riservata ad attività d’impresa che trattando gli animali da compagnia non sembrano indurre rischi particolari anche alla luce di quanto fino ad ora avvalorato dalle analisi scientifico sanitarie, con obbligo di lavoro su appuntamento.

  1. 11 maggio Commercio al dettaglio

La ripresa delle attività di commercio all’ingrosso il 4 maggio dovrebbe avviare di fatto, senza ulterioricondizioni, le attività della filiera al commercio al dettaglioche rappresenta uno dei tratti caratterizzanti dell’insediamento urbano regionale.

Si ritiene pertanto di proporre la riapertura l’11 maggio del Commercio al dettaglio,da realizzare nel rigoroso rispetto di disposizioni di distanziamento ed accesso contingentato agli esercizi commerciali, con un massimo di clienti pari ad 1 ogni 20 mq di esercizio e code con distanziamento appropriato fuori dagli esercizi.

  1. 11 maggio Attività di servizio alla persona rese da parrucchieri e barbieri

In questo caso l’adozione di procedure e modalità di resa dei servizi caratterizzati da distanziamento ed adozione di procedure che prevedano per gli operatori e la clientela l’utilizzo di DPI consente di ritenere tali servizi in grado di riprendere le attività.

Le modalità di gestione dovranno prevedere la resa dei servizi solo previo appuntamento e comunque adottando anche all’interno dell’esercizio tecniche di distanziamento rafforzate (distanza tra i clienti lavorati non inferiore a 2 metri, non più di 1 cliente ogni 20 mq).

d)18 maggio Pubblici esercizi e attività di ristorazione

Un altro gruppo di attività non considerate sono quelle relative alla Ristorazione, sebbene abbiano già l’autorizzazione ad effettuare servizio a domicilio e, a partire dal prossimo 4 maggio come disposto alla lettera aa) dell’articolo 1 del Decreto,il servizio di asporto.

Tale possibilità -anche se con l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di un metro, il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi -induce i titolari a riprendere le attività con un sostenimento di costi fissi che non garantiscono di essere coperti con i ricavi e al tempo stesso possono favorire assembramenti e difficoltà a rispettare le distanze di sicurezza.

Il settore della ristorazione e dei pubblici esercizi può invece organizzarsi per offrire i suoi servizi anche all’interno dei punti di ristoro, ovvero soprattutto all’esterno complice l’incipiente bella stagione, con il rispetto delle dovute distanze e permettendo dunque agli stessi di avere un adeguato giro d’affari che permetta la copertura dei costi e unamigliore garanzia del rispetto delle regole di sicurezza a tutela dei clienti e dei lavoratori. Ciò comunque garantendo un distanziamento minimo tra i tavoli di 2 metri, tra i commensali di 1 metro ed una capacità limitata al 50% massimo dei posti disponibili prima della pandemia, fermo restando le regole generali.

Si propone pertanto di permettere alle attività dei servizi di ristorazione di cui ai Codici Atecodella divisione 51 dal 18 maggio.

Per tali finalità di ritiene altresì di ampliare la capacità operativa di tali imprese prevendo, in esito a specifico accordo da stipulare tra Regione Anci ed i soggetti competenti al fine del rilascio di permessi temporanei di occupazione di suolo pubblico finalizzato ad ampliare la capacità operativa esterna.

  1. 25 maggio Centri estetici, centri massaggi altri servizi alla persona

Per il prossimo 25 maggio si ritiene di proporre la riapertura delle attività di servizi alla persona per il benessere fisicoche sono già pronti per riprendere la loro attività in sicurezza. Occorre prevedere la resa dei servizi solo previo appuntamento singolo, non si potrà sostare, se non per appuntamento, all’interno dei locali e comunque occorrerà adottare anche all’interno dell’esercizio tecniche di distanziamento rafforzate.

Prescrizioni potrebbero essere adottate in esito alla eventuale valutazione di dotazioni infrastrutturali particolari in esito alla specificità delle attività esercitate. 

  1. 1 giugno. Attività di Alloggio non alberghiere.

Anche nell’ipotesi del permanere di possibili limitazioni agli spostamenti interregionali si può ipotizzare la possibilità di riapertura di tutti i soggetti ricompresi nella categoria 55 Alloggio, per ora riservata ai soli alberghi.

Le attività da riaprire sono elencate nella Tabella 4. Esistono flussi di turismo all’interno della regione connessi al turismo religioso e per particolari aree quali il Trasimeno di tipo stanziale ed all’aperto, grazie ai quali gli operatori potrebbero cominciare ad operare attivando e sperimentando tutte le possibili azioni per la messa in sicurezza dei clienti.

  1. 8 giugno Commercio ambulante

La specificità delle attività realizzate nel caso delle imprese esercenti attività di commercio ambulante se da un lato rendono possibile l’attenuazione di possibili fattori di rischio connessi allo svolgimento all’aperto dall’altro potrebbero indurre una difficile regolazione del flusso degli utenti innalzando i fattori di rischio.

Si può pertanto ritenere – ferma restando una valutazione più approfondita da realizzare con i componenti il comitato scientifico regionale – di differire la riapertura di queste attività alla data dell’8 giugno anche al fine di acquisire ulteriori elementi di valutazione da confrontare con ANCI.

Sono possibili prescrizioni da concordare con i comuni in relazione al possibile distanziamento dei banchi e sul contingentamento degli accessi da diramare in seguito.

 Le attività economiche e produttive non ricomprese nel presente documento o sono comprese nel DPCM in vigore o non sono al momento oggetto di proposta riaperture della Regione Umbria al Governo.

Il documento non ha pretesa di esaustività e di completezza ed ha solo lo scopo di tracciare una proposta scientifica, affidabile, leale e collaborativa alla Conferenza delle Regioni e al Governo Nazionale, proposta utile non solo per una gestione Umbra della fase 2 delle attività economiche e produttive, ma anche ad una eventuale scelta di regionalizzazione o nazionale sullo stesso tema.

 ALLEGATO

 Tabelle indicative  per Codici Ateco 2007 dei settori di cui alla proposta di riapertura ordinate per data.

 

PUNTO b) e c) 11 MAGGIO 2020

TABELLA 1 COMMERCIO AL DETTAGLIO e PARRUCCHIERI E BARBIERI

47 COMMERCIO AL DETTAGLIO (ESCLUSO QUELLO DI AUTOVEICOLI E DI MOTOCICLI)
47.19.10 Grandi magazzini
47.19.90 Empori ed altri negozi non specializzati di vari prodotti non alimentari
47.51.10 Commercio al dettaglio di tessuti per l’abbigliamento, l’arredamento e di biancheria per la casa
47.51.20 Commercio al dettaglio di filati per maglieria e merceria
47.52.30 Commercio al dettaglio di materiali da costruzione, ceramiche e piastrelle
47.52.40 Commercio al dettaglio di macchine, attrezzature e prodotti per l’agricoltura; macchine e attrezzature per il giardinaggio
47.53.11 Commercio al dettaglio di tende e tendine
47.53.12 Commercio al dettaglio di tappeti
47.53.20 Commercio al dettaglio di carta da parati e rivestimenti per pavimenti (moquette e linoleum)
47.54.00 Commercio al dettaglio di elettrodomestici in esercizi specializzati
47.59.10 Commercio al dettaglio di mobili per la casa
47.59.20 Commercio al dettaglio di utensili per la casa, di cristallerie e vasellame
47.59.40 Commercio al dettaglio di macchine per cucire e per maglieria per uso domestico
47.59.50 Commercio al dettaglio di sistemi di sicurezza
47.59.60 Commercio al dettaglio di strumenti musicali e spartiti
47.59.91 Commercio al dettaglio di articoli in legno, sughero, vimini e articoli in plastica per uso domestico
47.59.99 Commercio al dettaglio di altri articoli per uso domestico nca
47.63.00 Commercio al dettaglio di registrazioni musicali e video in esercizi specializzati
47.64.10 Commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero
47.64.20 Commercio al dettaglio di natanti e accessori
47.65.00 Commercio al dettaglio di giochi e giocattoli (inclusi quelli elettronici)
47.71.10 Commercio al dettaglio di confezioni per adulti
47.71.30 Commercio al dettaglio di biancheria personale, maglieria, camicie
47.71.40 Commercio al dettaglio di pellicce e di abbigliamento in pelle
47.71.50 Commercio al dettaglio di cappelli, ombrelli, guanti e cravatte
47.72.10 Commercio al dettaglio di calzature e accessori
47.72.20 Commercio al dettaglio di articoli di pelletteria e da viaggio
47.75.20 Erboristerie
47.77.00 Commercio al dettaglio di orologi, articoli di gioielleria e argenteria
47.78.10 Commercio al dettaglio di mobili per ufficio
47.78.31 Commercio al dettaglio di oggetti d’arte (incluse le gallerie d’arte)
47.78.32 Commercio al dettaglio di oggetti d’artigianato
47.78.33 Commercio al dettaglio di arredi sacri ed articoli religiosi
47.78.34 Commercio al dettaglio di articoli da regalo e per fumatori
47.78.35 Commercio al dettaglio di bomboniere
47.78.36 Commercio al dettaglio di chincaglieria e bigiotteria (inclusi gli oggetti ricordo e gli articoli di promozione pubblicitaria)
47.78.37 Commercio al dettaglio di articoli per le belle arti
47.78.50 Commercio al dettaglio di armi e munizioni, articoli militari
47.78.91 Commercio al dettaglio di filatelia, numismatica e articoli da collezionismo
47.78.92 Commercio al dettaglio di spaghi, cordami, tele e sacchi di juta e prodotti per l’imballaggio (esclusi quelli in carta e cartone)
47.78.93 Commercio al dettaglio di articoli funerari e cimiteriali
47.78.94 Commercio al dettaglio di articoli per adulti
47.78.99 Commercio al dettaglio di altri prodotti non alimentari nca
47.79.10 Commercio al dettaglio di libri di seconda mano
47.79.20 Commercio al dettaglio di mobili usati e oggetti di antiquariato
47.79.30 Commercio al dettaglio di indumenti e altri oggetti usati
47.79.40 Case d’asta al dettaglio (escluse aste via internet)
96 ALTRE ATTIVITÀ DI SERVIZI PER LA PERSONA
96.02.01 Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere

 PUNTO d)  18 MAGGIO 2020

Tabella 2 Servizi di ristorazione

56 ATTIVITÀ DEI SERVIZI DI RISTORAZIONE
56.10.11 Ristorazione con somministrazione
56.10.12 Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole
56.10.20 Ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto
56.10.30 Gelaterie e pasticcerie
56.10.50 Ristorazione su treni e navi
56.21.00 Catering per eventi, banqueting
56.30.00 Bar e altri esercizi simili senza cucina

PUNTO  e)  25 MAGGIO

Tabella 4 Altri servizi alla persona

96 ALTRE ATTIVITÀ DI SERVIZI PER LA PERSONA
96.02.02 Servizi degli istituti di bellezza
96.02.03 Servizi di manicure e pedicure
96.04.10 Servizi di centri per il benessere fisico (esclusi gli stabilimenti termali)
96.09.01 Attività di sgombero di cantine, solai e garage
96.09.02 Attività di tatuaggio e piercing

PUNTO  f)  1GIUGNO

Tabella 5  Alloggi extra alberghieri

55 ALLOGGIO
55.20.10 Villaggi turistici
55.20.20 Ostelli della gioventù
55.20.30 Rifugi di montagna
55.20.40 Colonie marine e montane
55.20.51 Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence
55.20.52 Attività di alloggio connesse alle aziende agricole
55.30.00 Aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte
55.90.10 Gestione di vagoni letto
55.90.20 Alloggi per studenti e lavoratori con servizi accessori di tipo alberghiero

PUNTO g)  8 GIUGNO

Tabella  6 Commercio  ambulante

47.82.01 Commercio al dettaglio ambulante di tessuti, articoli tessili per la casa, articoli di abbigliamento
47.82.02 Commercio al dettaglio ambulante di calzature e pelletterie
47.89.01 Commercio al dettaglio ambulante di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti
47.89.02 Commercio al dettaglio ambulante di macchine, attrezzature e prodotti per l’agricoltura; attrezzature per il giardinaggio
47.89.03 Commercio al dettaglio ambulante di profumi e cosmetici; saponi, detersivi ed altri detergenti per qualsiasi uso
47.89.04 Commercio al dettaglio ambulante di chincaglieria e bigiotteria
47.89.05 Commercio al dettaglio ambulante di arredamenti per giardino; mobili; tappeti e stuoie; articoli casalinghi; elettrodomestici; materiale elettrico
47.89.09 Commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti nca

 

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