Fabro, l’Istituto agrario apre le porte: il futuro è agricoltura e ambiente

(AVInews) – Fabro, 22 dic. – C’è chi ambisce a diventare carabiniere forestale, chi vorrebbe lavorare con gli animali e chi, magari, proseguire e sviluppare l’attività agricola del padre o del nonno. Cosa accomuna, invece, tutti gli studenti dell’Istituto professionale per l’agricoltura e l’ambiente ‘Bruno Marchino’ di Fabro è, ovviamente, un grande amore per la natura e per la terra in cui vivono. Una passione che i ragazzi hanno esplicato pubblicamente in occasione dell’open day che ha interessato il loro istituto martedì 19 dicembre. Con questo appuntamento, riservato agli alunni delle scuole secondarie di primo grado e ai loro genitori, docenti e alunni del ‘Marchino’ hanno, infatti, presentato le attività che si svolgono quotidianamente durante il percorso scolastico e le competenze teoriche e pratiche che la scuola fornisce.

Il nostro istituto – ha commentato l’insegnante Renzo Canonico – punta a valorizzare il mondo agricolo nei suoi aspetti ambientale, culturale e storico. Siamo, infatti, convinti che la sostenibilità ambientale, la difesa del territorio e l’agricoltura siano i settori del futuro per il nostro Paese”. E ciò a maggior ragione in un territorio come l’Alto Orvietano particolarmente vocato e attento a questi ambiti.


E per far approcciare al meglio i ragazzi
a queste tematiche, grande spazio è riservato all’attività laboratoriale e all’esperienza sul campo, grazie anche un orto gestito dagli stessi alunni. “Accanto allo studio – ha spiegato Canonico – cerchiamo di focalizzarci sull’attività pratica e l’acquisizione di competenze trasversali così che gli studenti possano imparare a lavorare in team e collaborare. La scuola ha l’obiettivo di professionalizzare, ma l’istruzione che diamo è a 360 gradi: usciti da scuola si può mettere immediatamente in pratica ciò che si studia, ma ci si può anche orientare verso percorsi universitari sia a carattere tecnico scientifico che umanistico”.

I ragazzi – ha aggiunto quindi il docente Riccardo Cipolla –, attraverso una didattica un po’ più laboratoriale e legata alle tipicità del territorio, riescono a integrarsi bene con quelle che sono le nuove prospettive legate al mondo della terra, dell’agricoltura e del commercio di prodotti tipici. Molte esperienze che fanno, come le uscite didattiche, i viaggi d’istruzione e le attività con la rete degli istituti agrari, sono per loro motivo di arricchimento e forniscono nuovi stimoli per ulteriori conoscenze”.

Esempi mostrati nel corso della giornata sono stati l’estrazione di dna dalla frutta e la preparazione in laboratorio di formaggio. Altri lavori svolti nei mesi scorsi, e i cui risultati sono stati esposti in questa occasione, hanno riguardato la preparazione di birra artigianale, olio, aceto, sapone e deodoranti a base di essenze vegetali.

Questi prodotti – ha sottolineato Canonico – sono il frutto concreto di un percorso che inizia con l’acquisizione di conoscenze in chimica, fisica e tecniche agroalimentari. Collaboriamo poi con aziende del territorio dove andiamo anche svolgere corsi di potatura e a imparare innovative tecniche di raccolta”. Molto importante è ritenuto, infatti, l’aspetto dell’alternanza scuola-lavoro che prevede 400 ore di attività con aziende e soggetti convenzionati. Alla fine del terzo anno di studi si ottiene la qualifica di operatore agricolo mentre al quinto anno si consegue il diploma di agritecnico.

Nuovi open day sono previsti per martedì 16 e sabato 20 gennaio.
Nicola Torrini

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