Vaccini Pfizer, prime dosi in Umbria tra gennaio e febbraio 2021

 
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In Umbria in arrivo altre 7.020 dosi vaccino Covid Pfizer

Vaccini Pfizer, prime dosi in Umbria tra gennaio e febbraio 2021

I primi vaccini anti covid-19 (50mila dosi) della Pfizer arriveranno in Umbria tra gennaio e febbraio 2021. La conferma arriva dal commissario regionale anti Covid, Antonio Onnis. I primi vaccini serviranno per la profilassi del personale sanitario e per i soggetti anziani, in particolare gli ospiti delle Rsa. Operatori sanitari e ospiti delle case di riposo che si trovano nei luoghi a rischio diffusione, dunque, saranno i primi ad essere vaccinati. Lo riportano oggi i quotidiani della carta stampata umbra.

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Il commissario per l’Emergenza Domenico Arcuri ha trasmesso alle Regioni il piano su come somministrare il vaccino dell’azienda americana Pfizer, che viene giudicato quello più avanti per la validazione. L’ipotesi è di una disponibilità per inizio 2021 di 3,4 mln di dosi utili a vaccinare 1,7 mln di persone.

“Stiamo disegnando un piano per somministrare le prime dosi di vaccino che arriveranno da Pfizer entro la metà di gennaio”. Lo ha detto il commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri, nel corso di una conferenza stampa.

Le regioni dovranno indicare i luoghi di arrivo per la conservazione del vaccino che sarà consegnato direttamente da Pfizer. Ovviamente, le strutture individuate sono in possesso dei frigoriferi in grado di conservare il vaccino tra i -70 e i -80° C.

La Regione Umbria ha individuato un gruppo di lavoro. Allo studio anche la logistica per predisporre piani di stoccaggio e la somministrazione, ma soprattutto serve allestire una catena del freddo. Il dipartimento di Protezione civile della Regione Umbria sta già lavorando a un bando di gara per affidare il servizio a una delle ditte di frigoriferi operanti sul mercato.

Per gli altri vaccini in arrivo, destinati, invece, a tutte le altre categorie di cittadini – scrive ancora Arcuri – saranno previste modalità differenti di somministrazione, in linea con la ordinaria gestione vaccinale, attraverso una campagna su larga scala (es. drive-through) a partire dalle persone con un elevato livello di fragilità.

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