Salute mentale, urgente un cambio di passo, necessario potenziare il servizio

 
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Giovani e lavoro Umbria è lontana rispetto ai livelli pre-crisi

Salute mentale, urgente un cambio di passo, necessario potenziare il servizio

“Serve un cambio di passo nella gestione dei servizi di salute mentale, un aspetto importantissimo nella gestione degli effetti della pandemia per tutti i cittadini già alle prese con fragilità”. Così il capogruppo del Partito democratico, Tommaso Bori, che ha presentato una interrogazione per “conoscere le azioni che la Giunta intende attuare per il potenziamento del servizio di assistenza psicologica e di salute mentale tramite i Centri di salute e i servizi del territorio. Ed anche quali sono gli obiettivi che si ha la volontà di intraprendere”.

IN SINTESI
Il capogruppo regionale del Partito democratico, Tommaso Bori, ha presentato una interrogazione con cui chiede alla Giunta di Palazzo Donini di “potenziare il servizio di assistenza psicologica e di salute mentale tramite i Centri di salute e i servizi del territorio”. 
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“Il dibattito e l’attenzione intorno alla salute mentale – spiega Bori – hanno preso piede e guadagnato una rilevanza internazionale, come testimoniato dal Programma ‘United Action for Better Health in Europe”, approvato dai ministri della Salute dei 53 Stati membri della Who – Europe e come dimostrato dalla discussione intorno all’utilizzo dei fondi europei del ‘Next generation Eu’.

In un quadro così complesso – prosegue Tommaso Bori – l’istituzione regionale non può sottovalutare i rischi e gli effetti reali dell’emergenza, in termini di salute psicologica. Per questo riuscire ad andare incontro alle richieste di chi si trova in difficoltà è una priorità delle istituzioni. Proprio queste saranno chiamate ad un potenziamento delle strutture pubbliche e dei servizi di salute mentale territoriali e di supporto psicologico e psichiatrico, presidi sociali fondamentali nella presa in carico delle persone con patologie o disturbi”.

“In questo contesto, il Governo nazionale e molte Regioni stanno attuando tutte le misure necessario con canali dedicati e la collaborazione con associazioni e sindacati di categoria, erogando servizi anche in sinergia con soggetti locali. L’Umbria è in ritardo – sottolinea il consigliere regionale – e scarsamente organizzata, sottovalutando quelli che sono gli aspetti di un’emergenza gravissima. La Regione Umbria ha attivato solo il Numero Umbria Sanità, senza nessun altro tipo di servizio, come avvenuto invece in altre regioni. Non ci sono sinergia e collaborazioni tra istituzioni locali e regionali, né con gli ordini professionali o il mondo del volontariato”.

Servirebbe invece – conclude il capogruppo Pd – l’istituzione di un tavolo di lavoro come cabina di regia, che metta insieme tutti i soggetti interessati e le professionalità; urgente è il potenziamento dell’organico dei servizi psichiatrici e psicologici stabilizzando i precari e aumentando le assunzioni. Grazie a questo potrà arrivare finalmente il potenziamento degli orari di assistenza e l’utilizzo di nuovi strumenti tecnologici e canali di comunicazione, oltre a canali di supporto anche per i genitori, nei casi in cui le restrizioni domestiche abbiano aggravato o creato problemi nel rapporto con i figli. L’impegno sul tema non è più rinviabile, serve uno sforzo urgente, prima che sia troppo tardi e che gli umbri si trovino a pagare un prezzo troppo alto

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