Perugia SerenaMente: giovani e salute mentale in festival

Perugia SerenaMente: giovani e salute mentale in festival

Successo al Teatro del Pavone, focus sulla solitudine e prevenzione

Perugia, 9 ottobre 2025 – Un Teatro Pavone colmo di giovani ha accolto con entusiasmo la seconda edizione di Perugia SerenaMente, il festival dedicato alla salute mentale promosso dall’associazione Una mente per amica, in collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia e la Usl Umbria 1. L’evento, in corso fino a sabato 11 ottobre, si distingue per un approccio multidisciplinare e una profonda attenzione alla tematica della solitudine, affrontata attraverso riflessioni che spaziano dalla psichiatria alla sociologia, passando per l’arte e la politica.

La sessione d’apertura, sotto la guida del professor Alfonso Tortorella, ordinario di Psichiatria e responsabile scientifico dell’associazione, ha visto la partecipazione di figure istituzionali di rilievo, come Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria, e Sarah Bistocchi, presidente dell’Assemblea legislativa regionale. A inaugurare con i loro preziosi interventi anche Claudia Mazzeschi e Alessandro Campi, rispettivamente professori ordinari di Psicologia dinamica e Scienza politica all’Università di Perugia, e Paola Carruba, vicedirettrice di Radio Rai.

Nel suo saluto, la presidente Proietti ha sottolineato la capacità di questo festival di rappresentare un vero e proprio rinascimento del sistema sociosanitario regionale, nato dalla volontà dei giovani di partecipare attivamente alla tutela della salute mentale. «Il fuoco etico che brucia dentro i giovani è una speranza luminosa», ha affermato, evidenziando come la salute mentale diventerà una rete fondamentale e trasversale nel sistema pubblico.

L’approccio One Health, enfatizzato da Tortorella, ribadisce l’idea che la salute della mente e del corpo sono un’unica dimensione imprescindibile per assicurare il benessere generale delle persone. Il festival si propone non solo di intervenire per chi già vive situazioni complesse, ma anche di promuovere la prevenzione, fondamentale per ridurre lo sviluppo di patologie più gravi.

Il tema della solitudine è stato affrontato valorizzando diversi saperi: dalla clinica alla politica, passando per l’arte e la filosofia. Paola Carruba ha evidenziato il ruolo centrale del servizio pubblico nel distinguere tra le normali dinamiche esistenziali e vere e proprie patologie, sottolineando l’importanza di una risposta sociale e culturale. La professoressa Mazzeschi ha inoltre illustrato come la solitudine aggravi il malessere mentale e le difficoltà dei giovani, mentre il professor Campi ha evidenziato il legame tra isolamento sociale e crisi della partecipazione democratica, identificandolo come un fenomeno che minaccia non solo l’individuo ma l’intera comunità.

La fondatrice della Rete regionale per i Disturbi del Comportamento Alimentare, Laura Dalla Ragione, ha ricordato che queste patologie rappresentano una nuova forma di depressione che colpisce migliaia di giovani e preadolescenti, esacerbata dalla solitudine e dallo stigma sociale. La diagnosi precoce rappresenta quindi uno strumento fondamentale di speranza e di cura.

Dopo una prima giornata ricca di interventi e workshop rivolti agli studenti, il festival proseguirà venerdì 10 ottobre al Teatro Pavone con ospiti di spicco come Paolo Mancini, che discuterà delle trasformazioni della comunicazione e dell’individualismo, e Tiziana D’Acchille, che esplorerà la solitudine nell’arte contemporanea. Inoltre, nei giorni di venerdì e sabato si terranno appuntamenti all’Abbazia di San Pietro, a cura della Usl Umbria 1, per approfondire ulteriormente il delicato tema della salute mentale.

Perugia SerenaMente si conferma così un luogo di dialogo e riflessione, come riporta il comunicato di AviNews, capace di unire scienza, cultura e società, aprendo spazi di condivisione che rispondono a una necessità sempre più urgente: non lasciare sole le persone chiamate a confrontarsi con il proprio mondo interiore e con le sfide del vivere contemporaneo. È un invito a riconoscere nella salute mentale un patrimonio collettivo da proteggere e valorizzare, a partire dalla valorizzazione del ruolo attivo dei giovani, autentici protagonisti di un cambiamento che parla di empatia, inclusione e speranza.

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