Piano salute mentale, dubbi sul futuro dei servizi a Perugia ora
📌 Fratelli d’Italia contesta il piano regionale sulla salute mentale e denuncia il ridimensionamento della rete dei Centri per la salute mentale di Perugia. Matteo Giambartolomei ed Elena Fruganti chiedono di sospendere l’iter e avviare un confronto con enti, operatori, associazioni e cittadini.
La riorganizzazione della rete dei servizi dedicati alla salute mentale in Umbria torna al centro del confronto politico. A intervenire sono il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Matteo Giambartolomei e la consigliera comunale di Perugia Elena Fruganti, che esprimono una netta contrarietà nei confronti del Piano di azione regionale per la salute mentale (Parsm), recentemente preadottato dalla Giunta regionale.
Secondo i due esponenti politici, il progetto rappresenterebbe un cambiamento significativo nell’organizzazione dei servizi territoriali del capoluogo umbro e comporterebbe una riduzione dei presìdi oggi presenti, con effetti che, a loro giudizio, rischiano di incidere soprattutto sulle persone maggiormente vulnerabili.
La riorganizzazione prevista dal piano
Al centro delle osservazioni di Fratelli d’Italia vi è il futuro dei Centri per la salute mentale di Perugia. Attualmente, ricordano Giambartolomei e Fruganti, la città dispone di tre sedi operative: quella di via XIV Settembre, quella di via Giuseppe Lunghi a Ponte San Giovanni e quella di via Simpatica, nel quartiere Bellocchio.
Il piano regionale, secondo quanto evidenziato dai due rappresentanti istituzionali, prevedrebbe invece il trasferimento delle attività in due sole strutture. Una dovrebbe essere collocata nella futura Casa della comunità di Monteluce, mentre l’altra avrebbe sede a Villa Massari, nell’area dell’ex ospedale psichiatrico del Parco Santa Margherita.
Per Fratelli d’Italia questa impostazione rappresenta una scelta organizzativa non condivisibile, in quanto comporterebbe il venir meno dell’attuale distribuzione territoriale dei servizi.
Le critiche sulla distribuzione territoriale
Secondo Matteo Giambartolomei, la nuova configurazione proposta dal Parsm presenta elementi che sollevano interrogativi anche dal punto di vista logistico e organizzativo.
Il consigliere regionale richiama infatti un passaggio del documento nel quale viene precisato che il Centro per la salute mentale previsto a Villa Massari, pur non trovandosi all’interno della Casa della comunità né in posizione adiacente, garantirà comunque il collegamento con quest’ultima.
Per Giambartolomei, la necessità di specificare questo aspetto nel piano dimostrerebbe la complessità della soluzione individuata e alimenterebbe dubbi sulla coerenza dell’impostazione scelta.
Il ruolo dei presìdi nei quartieri
Elena Fruganti ritiene che il piano non si limiti a una semplice revisione organizzativa, ma determini un ridimensionamento della presenza territoriale dei servizi.
La consigliera comunale sostiene che la soppressione delle sedi oggi operative comporterebbe la perdita di punti di riferimento costruiti nel tempo all’interno dei quartieri cittadini, con il rischio di rendere meno immediato l’accesso ai servizi dedicati alla salute mentale.
Nelle dichiarazioni diffuse da Fratelli d’Italia viene inoltre evidenziato come proprio le aree interessate dalla riorganizzazione siano caratterizzate dalla presenza di situazioni nelle quali disagio psichico, dipendenze e marginalità sociale richiederebbero, secondo il gruppo politico, una presenza capillare delle istituzioni.
Le richieste rivolte a Regione e Comune
Tra i temi affrontati vi è anche quello del percorso di confronto che ha accompagnato la predisposizione del piano regionale.
Fruganti si chiede se il Comune di Perugia sia stato coinvolto nella definizione del Parsm e domanda se la sindaca della città fosse a conoscenza delle scelte contenute nel documento prima della sua preadozione.
La consigliera comunale invita inoltre l’amministrazione comunale a esprimere una posizione pubblica sulla riorganizzazione della rete dei Centri per la salute mentale, ritenendo che un tema di questa rilevanza richieda una presa di posizione chiara.
Dubbi sul nuovo assetto del dipartimento
Le osservazioni di Fratelli d’Italia riguardano anche l’organizzazione complessiva dei servizi sanitari previsti dal piano regionale.
Giambartolomei evidenzia infatti come il Parsm preveda l’accorpamento della salute mentale con altri ambiti assistenziali, tra cui dipendenze, neuropsichiatria infantile e adolescenziale e disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.
Secondo il consigliere regionale, l’unificazione di settori caratterizzati da competenze professionali e percorsi assistenziali differenti potrebbe determinare una dispersione delle esperienze maturate negli anni e rendere la struttura più complessa dal punto di vista organizzativo.
La richiesta di sospendere l’iter
Fratelli d’Italia conclude chiedendo una revisione dell’attuale impostazione del piano.
Giambartolomei e Fruganti invitano la Giunta regionale a sospendere il percorso di approvazione del Parsm e ad avviare un confronto con operatori sanitari, amministrazioni locali, associazioni e cittadini prima della definizione definitiva del documento.
Contestualmente, i due rappresentanti chiedono alla sindaca di Perugia di chiarire pubblicamente la posizione dell’amministrazione comunale sul futuro della rete cittadina dei Centri per la salute mentale, ritenendo che una questione così delicata debba essere affrontata attraverso un confronto aperto e trasparente tra tutte le istituzioni coinvolte.

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