Potremmo fare 5 mila dosi di vaccino al giorno, se li avessimo, dice Donatella Tesei 

16 mila dosi non consegnate da Arcuri nonostante le puntuali richieste e ulteriori 50 mila chieste al ministro Speranza

 
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Potremmo fare 5 mila dosi di vaccino al giorno, se li avessimo, dice Donatella Tesei

“L” Umbria ha una capacità di vaccinazione per il Covid che ci potrà permettere di somministrare 5 mila dosi al giorno, più del doppio rispetto a 15 giorni fa. Se avessimo i vaccini saremmo in grado di coprire tutta la popolazione umbra, compresi perfino i neonati, in cinque mesi”: lo ha sottolineato la presidente della Regione Donatella Tesei intervenendo in Assemblea legislativa.

  • “Ovvero ad agosto potremmo avere coperto almeno con la prima dose tutta la popolazione umbra, se avessimo i vaccini” ha aggiunto.

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“Ho chiesto e continuo a chiedere a gran voce al Governo – ha annunciato Tesei – anzitutto il riequilibrio delle dosi per popolazione, 16 mila dosi che spettano all” Umbria ma non furono consegnate da Arcuri nonostante le puntuali richieste fatte da me e dalla Sanità. Ci sono poi ulteriori 50 mila dosi chieste al ministro Speranza.

C” era stato assicurato che si sarebbe valutata questa situazione e spero – ha detto Tesei – sia anche all” attenzione delle linee direttive del nuovo commissario proprio per combattere le varianti”.

IL DISCORSO DELLA PRESIDENTE
“Stiamo combattendo la fase 3 del virus, caratterizzata dalle varianti. L’Umbria è stata colpita per prima e ha reagito con le tre settimane di zona rossa che sono state decise. Ad oggi i contagi sono 6850, tremila in meno rispetto al picco registrato in questa terza fase. l’indice Rt è allo 0,79 fra i più bassi in Italia. anche il tasso di mortalità del 2,3 per cento è fra i più bassi, la media nazionale è 3,2.

Continua a preoccupare la situazione ospedaliera, con 507 ricoverati nonostante il calo dei contagi, soltanto 50 in meno rispetto al picco, e con 78 ricoverati in terapia intensiva, solo 8 in meno rispetto al picco. le cause di questi dati sono da ascrivere alle mutazioni del virus, che costringono all’ospedalizzazione e a cure più lunghe.

A fronte di tutto ciò, stiamo predisponendoci a un ulteriore potenziamento delle strutture ospedaliere, a migliorare il tracciamento, accelerare le vaccinazioni e allentando il rigore delle misure da adottare se e quando possibile, sulla base di dati scientifici e indicazioni dei Cts.

Per quanto riguarda il potenziamento, anche in ottica di una eventuale fase 4 arriveremo a 800 posti di ospedalizzazione entro fine marzo, mentre a settembre potremmo arrivare a 180 posti di terapia intensiva dai 141 attuali. Non bisogna dimenticare che partivamo da 59 posti in tutta la regione. Stiamo cercando di recuperare l’attività ordinaria.

Per quanto riguarda il tracciamento due sono le misure adottate: la piattaforma informatica unica con i dati allineati in tempo reale e l’estensione del ‘modello Todi’ nelle aree più critiche. Sui vaccini ricordo che l’Umbria è fra le regioni più performanti per dosi somministrate rispetto a quante pervenute; c’è stato un peggioramento dal 27 febbraio al 3 marzo ma le misure prese ci hanno consentito di essere di nuovo fra i migliori in Italia.

Per dosi somministrate rispetto alle ricevute siamo al 70 per cento, con la media nazionale al 77 per cento. Dobbiamo continuare. Oggi abbiamo una capacità di vaccinazione per 5mila dosi al giorno, più del doppio rispetto alla precedente informativa. Se avessimo i vaccini necessari, in 5 mesi avremmo vaccinato tutti, compresi i neonati.

Ho quindi chiesto al governo il riequilibrio delle dosi per popolazione, all’Umbria spettano 16mila dosi che Arcuri non ci ha consegnato, nonostante le richieste. E le ulteriori 50mila dosi richieste al Ministro della salute spero siano all’attenzione delle nuove linee direttive del nuovo commissario.

Alla sanità dico che è fondamentale portare avanti la vaccinazione con tutte le dosi di cui possiamo disporre, perché solo con una vaccinazione spinta possiamo uscire dalla pandemia. Sulle misure di contenimento ricordo che le ordinanze hanno carattere sanitario, quindi sottostanno a sanità regionale e nazionale dei cts, indicazioni che non sono eludibili dal presidente di regione.

Non sono interpretabili. I lockdown sono misure rigorose ma mirate. Per il prossimo fine settimana ho chiesto a Cts e sanità due modifiche: riaprire gli esercizi commerciali di vicinato già da sabato e ho chiesto al governo di porre in essere ristori adeguati a coprire anche le ordinanze regionali, chiesti prima di tutti perché siamo stati i primi a entrare in zona rossa.

Siamo consapevoli che serve un nuovo approccio per la scuola, ora sono chiuse tutte sopra il limite di 250 per 100mila abitanti. A livello nazionale si sta riflettendo su questo, per misure di carattere nazionale da declinare sui territori. Le varianti stanno mandando fuori controllo molte regioni. Nel resto del territorio regionale, spero nella riapertura degli asili, ho chiesto anche le elementari, ma c’è un contagio molto diffuso fra le fasce più giovani quindi sarà un’evoluzione su cui lavoreremo in settimana.

L’uscita dalla Dad per medie e superiori non sarà possibile, i dati non ce lo consentono. Monitoriamo giornalmente la situazione, abbiamo numeri in crescita su ternano e orvietano, ci sono misure da prendere per il contenimento. La situazione è molto pesante, le persone manifestano insofferenza, siamo stati la prima regione colpita dalle varianti, sono state adottate misure stringenti e dolorose per imprese e famiglie, si poteva fare forse meglio ma siamo stati la prima regione duramente aggredita in fase 2 e 3 e siamo i primi che ne stanno uscendo. Serve ancora impegno da parte di tutti. Ribadisco che quello della scuola è un tema mai sottovalutato”.


REPLICA FABIO PAPARELLI

Fabio Paparelli (Portavoce opposizione): “Pochi giorni fa è uscito il dato sulla sanità del 2018, che mette in evidenza come noi vi abbiamo lasciato una sanità al secondo posto per l’erogazione delle prestazioni e i conti in ordine. Nell’affrontare la prima ondata del Covid voi ve ne siete giovati e siamo riusciti a contenere virus, contagi e decessi. Oggi dovete farvi carico dei vostri fallimenti. Che stanno scritti nel confronto dei numeri della seconda ondata. La presidente ci mostra sempre il bicchiere mezzo pieno mentre per noi non è nemmeno mezzo vuoto. Anche il dato sui posti di terapia intensiva è allarmante: noi arriveremo al massimo quando tutti dovremmo essere vaccinati. La presidente deve ricordare che prima dell’inizio della pandemia le terapie intensive in Umbria erano nella media nazionale.

Il fallimento di oggi è legato alla mancata programmazione tra la prima e la seconda ondata. Ancora oggi ci viene detto che ci sono problemi sui tracciamenti, che si sono persi ad ottobre e non sono mai stati recuperati. Non mi risulta che siano stati spesi tutti i fondi nazionali per le terapie intensive. Avevate presentato piani per le terapie intensive realizzabili nel 2023.

Le assunzioni promesse non ci sono state mentre ci sono state molte fughe. I dati sui piani vaccinali non mentono. I numeri sui contagi e sui decessi sono impressionanti. Molte altre regioni hanno avuto dati in crescita fin da gennaio ma l’Umbria rappresenta un caso eccezionale, in negativo. Nella vicina regione Lazio, con una popolazione molto maggiore e molte più difficoltà nei controlli, i decessi sono aumentati di 4 volte rispetto a settembre. Da noi sono aumentati di 12 volte. I consiglieri di maggioranza si divertono coi social invece di salvaguardare gli interessi della comunità.

Abbiamo chiesto misure omogenee in tutta la regione, per salvare le zone in cui non c’erano le varianti. Ora invece anche a Terni ci sono tutte le varianti e serviranno misure più restrittive. Questo era prevedibile, dato che verso Terni si muovono studenti e lavoratori da altre zone. Voi fino a qualche settimana fa volevate riaprire. Ricordo le sfilate con commercianti e ristoratori per chiedere le riaperture.

Continuiamo a non consentire l’asporto per i circoli ricreativi, che per alcune periferie rappresentano l’unico presidio sociale, che rischia di sparire. Avete predisposto un piano basato su ospedali da campo di cui non sapete che fare e su presidi fuori regione. Il picco di saturazione delle terapie intensive è sempre alto e il vostro ospedale da campo è inattivo.

Non si erogano prestazioni sanitarie, per alcune operazioni ci si deve spostare di centinaia di chilometri. In alcuni ospedali l’alta specialità è ferma. Avete pensato di investire milioni di risorse pubbliche, con tanto di gara, in un ospedale da campo che non funziona e che non ha una destinazione chiara. Le risposte che date sono una autodenuncia dei vostri errori.

A Terni non avete voluto ristrutturare l’ex Milizia perché altrimenti i pazienti dovevano essere spostati con le ambulanze mentre si ammette che a Perugia i pazienti vengono spostati nell’ospedale da campo proprio con le ambulanze. Continuate a perseverare in decisioni sbagliate. Mentre il Governo accelera sull’approvvigionamento dei vaccini, voi raccontate sono una parte della realtà. Terni e Perugia non possono avere un solo punto vaccinale.

Altre Regioni si sono attrezzati con strutture mobili, noi siamo fermi ai due capoluoghi. È ora di finirla con gli annunci. Siamo quartultimi per i vaccini somministrati. Il 30 percento delle dosi non sono state utilizzate. Dovete rendere noto quando gli umbri potranno effettuare la prenotazione del vaccino e cosa farete delle dosi eventualmente avanzate. Vengono previste 80 assunzioni ad Umbria Salute, dopo aver sostenuto che era un carrozzone. La riduzione del numero dei distretti sanitari che avete previsto servirà solo ad allontanare le istituzioni dai cittadini. Le dichiarazioni dell’assessore Coletto non corrispondono con quelle del direttore Giannico e la scelta di assumere un avvocato per sanzionare chi esprime critiche è molto grave. Il codice di comportamento viene utilizzato come arma impropria per zittire le critiche”.

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