Obiettivo 150 rianimazioni, da 69, a breve 130 se arrivano ventilatori

 
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Obiettivo 150 rianimazioni, da 69, a breve 130 se arrivano ventilatori

“A breve, se continua la fornitura di ventilatori, tra quelli che riusciamo a recuperare noi e quelli che ci arrivano dalla Protezione civile dovremmo arrivare a superare i 130 posti di terapia intensiva. L” obiettivo sarebbe di arrivare a 150 per dare tutte le garanzie necessarie e sufficienti e garantire interventi in emergenza qualora ce ne fosse bisogno anche se ci auguriamo che non avvenga”: a delineare l” obiettivo è Luca Coletto, assessore alla Sanità della Regione dell” Umbria.

“La nostra struttura sanitaria è partita con soli 69 posti in terapia intensiva”  ha detto all’Agenzia nazionale di stampa associata dell’Umbria.

“Attualmente – dice Coletto – siamo quasi al raddoppio. Fortunatamente sono iniziati ad arrivare anche i ventilatori perché fino a qualche settimana fa ci eravamo arrangiati da soli, con le nostre forze e da 69 eravamo arrivati a più di 100 posti letto in rianimazione. C” è stato quindi un incremento molto importante”.

L” assessore non esclude che si possa trovare un accordo con le strutture private.

In queste – spiega comunque – non c” è alcun presidio di pronto soccorso, quindi con terapia intensiva. Sono case di cura senza la strumentazione finalizzata alla rianimazione o reparti di rianimazione che, in questo caso, sono le strutture più necessarie dal punto di vista sanitario e necessarie al superamento dei momenti più acuti dei nostri pazienti. Ciò detto, in un momento come questo io ringrazio la disponibilità che c” è stata da parte delle strutture private, cercheremo di arrivare a un accordo che possa essere soddisfacente per entrambi ma che soprattutto possa essere utile ai pazienti che hanno necessità di essere curati. Una volta che finisce la fase acuta il malato non può tornare a casa ma ha bisogno di essere riabilitato essendo ancora positivo.

Nonostante stia bene ha ancora bisogno di cure mediche di bassa intensità, che potrebbero essere erogate anche in strutture senza la presenza di presidi importanti come la terapia intensiva”.

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