Modesta crescita di ospedalizzati Covid e quasi nulla in terapia intensiva

L'intervento del professor Luca Gammaitoni, docente università degli studi di Perugia

 
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Modesta crescita di ospedalizzati Covid e quasi nulla in terapia intensiva

Modesta crescita di ospedalizzati Covid e quasi nulla in terapia intensiva

di Luca Gammaitoni
“Non entri chi non sa di geometria”, era il motto scritto all’ingresso della celebre Accademia di Platone. Oggi bisognerebbe scrivere “Non parli di epidemie chi non sa di probabilità”. Infatti, tutti, ma proprio tutti, gli eventi che riguardano il contagio, le varianti dei virus, la loro diffusione, l’insorgere della malattia, il riempimento delle terapie intensive e, purtroppo, anche i decessi, sono eventi di tipo probabilistico.

Ad esempio, se guardiamo ai dati dell’ultimo anno in Italia, si osserva che in media circa lo 0.5% (5 persone su mille) di chi risulta contagiato, finisce in terapia intensiva. Se una persona è vaccinata con una dose, questo numero si riduce di un fattore circa dieci e se uno è vaccinato con due dosi, si riduce di un fattore circa 20.

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Se poi applichiamo questa semplice statistica ai dati inglesi, allora si capisce perché, difronte ad una naturale ripresa del picco dei contagi (“i focolai continueranno fino a che c’è legna da ardere”, ricordate?) c’è una molto più modesta crescita degli ospedalizzati e quasi nulla delle terapie intensive.
Da questo si capiscono due cose importanti:

  • 1) Vaccinarsi conviene perché riduce la probabilità di finire intubati. La riduce di molto, non di poco. Più avanti siamo come età e più è importante il beneficio del vaccino.
  • 2) Il numero dei contagi non è più la variabile rilevante ma è diventato il numero degli ospedalizzati che è strettamente connesso al numero dei vaccinati (più vaccinati = meno ospedalizzati).

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