Fadoi, 30% positivi ricoverati per altre patologie egli ospedali umbri
Negli ospedali umbri la quota di ricoverati per altre patologie ma positivi al Covid e asintomatici è pari a circa il 30% e questo crea alcuni problemi di sovraccarico ai pronto soccorso e ai reparti dedicati per il virus, ma “ancora gestibili” con la attuale organizzazione e con la capienza prevista dall’Assessorato alla Sanità. E’ il quadro che emerge dalla survey della Federazione dei medici internisti ospedalieri.

“La stragrande maggioranza dei pazienti Covid – aggiunge – è ricoverata nei reparti di medicina interna della regione, in cui gli specialisti internisti sono in grado di assicurare sia una assistenza ordinaria per i casi meno gravi che una assistenza in regime semintensivo. Il tasso dei pazienti Covid ricoverati nelle medicine interne era pari a circa il 70% (dato sia regionale sia nazionale) nelle precedenti ondate, ed è in questa aumentato ulteriormente, visto che sono in minor numero i pazienti che necessitano di terapia intensiva nei reparti di rianimazione. Quelli di medicina interna si fanno carico anche dei pazienti positivi con patologie specialistiche diverse, come ad esempio infarto del miocardio, fratture di femore, neoplasie, ricoveri psichiatrici, a scopo di isolamento, ma che necessitano tuttavia di trattamenti che solo la competenza multidisciplinare dell’internista è in grado di approcciare in un unico reparto, ovviamente con la consulenza degli altri specialisti. Questo aspetto di elevata competenza su molte aree delle patologie specialistiche consente una flessibilità professionale che si adatta perfettamente a quella organizzativa richiesta dalla pandemia Covid e va valorizzato, a mio parere, sia in sede di assegnamento di risorse professionali mediche ed infermieristiche che di risorse organizzative.
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