Epidemiologi, nel perugino circolano solo varianti inglese e brasiliana

 
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Epidemiologi, nel perugino circolano solo varianti inglese e brasiliana

Epidemiologi, nel perugino circolano solo varianti inglese e brasiliana

In alcune aree dell’Umbria, come nel perugino, “circolano ormai solo le due varianti”, inglese e brasiliana, mentre su Terni c’è ancora la prevalenza di quella “di marzo” anche se pure in questa area “stanno via via prevalendo sempre più le altre due”. È il nuovo quadro fornito dalla consueta analisi settimanale dell’andamento epidemiologico in Umbria anche in base ai dati forniti dalla seconda parte di analisi eseguite dall’Istituto superiore di sanità sui campioni inviati dai vari laboratori regionali.

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Nel corso dell’incontro l’assessore Coletto ha reso noto che “cluster all’interno degli ospedali, in particolare a Perugia, stanno sparendo e questo è tranquillizzante per i cittadini che vanno in ospedale per questioni legate a patologie non covid. Con il piano di salvaguardia quindi, si sta fronteggiando anche  questa terza Fase complessa, che sta investendo altre regioni italiane”.

Presenti insieme all’assessore alla Salute, Luca Coletto, il commissario straordinario per l’emergenza, Massimo D’Angelo, gli amministratori di Umbria Salute e Umbria Digitale, Giancarlo Bizzarri e Fortunato Bianconi, i dottori Carla Bietta e Mauro Cristofori, del Nucleo epidemiologico della Regione.

Sul fronte delle varianti il commissario D’Angelo ha illustrato i dati dello studio di prevalenza dedicato alla nostra regione da parte dell’Istituto superiore di sanità, dal quale è emerso che su 176 campioni analizzati, 95 di questi hanno un profilo genetico identificabile con la variante brasiliana e 52 con quella inglese. I campioni inviati a Roma provenivano dai 5 laboratori dell’Umbria.

“Siamo stati i primi a gestire la diffusione di queste due varianti – ha detto l’assessore Coletto – e siamo stati molto attenti per limitare l’infezione e sappiamo quanto è costato alla popolazione che ha dovuto sopportare delle restrizioni”.

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